“Non vedo l’ora di fare una bomba per Venezia”. Così parlavano gli arrestati. Le intercettazioni choc

Per i tre arrestati c’è già il provvedimento del Gip, mentre a carico del minorenne c’è un’ordinanza della Procura della Repubblica per i minori ora attesa della convalida del giudice.

L’indagine è partita nel 2016 quando uno degli indagati è rientrato da un viaggio in Siria. Polizia e Carabinieri, è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa in Procura, hanno svolto un’attività serrata, e grazie all’intuito della Digos e hanno passato sotto la lente d’ingrandimento non solo tutti i contatti fisici degli appartenenti alla cellula, ma soprattutto quelli telematici.

Ogni aspetto è stato seguito passo-passo dai reparti interforze, con il contributo determinante dei Gis e dei Nocs che, data l’alta percentuale di rischio, hanno portato ad arresti fulminei, chiusi in manciate di secondi.

Le persone indagate, ha spiegato ancora Adelchi d’Ippolito, erano solite guardare video con i tutorial dell’Isis sull’uso delle armi, tra questi ad esempio quello sull’uso più efficace dei coltelli, e si preparavano con esercizio fisico paramilitare. Tra le ‘materie’ studiate e simulate anche la fabbricazione di bombe.

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