L’Isis rivendica l’attacco nel resort di Manila con 36 morti

sono state viste uscire e entrare ambulanze a ripetizione; i testimoni usciti in preda al panico hanno dichiarato di aver udito “molti, moltissimi spari”; molte persone pur di sfuggire dalla trappola si sono feriti lanciandosi nel vuoto dal secondo piano.

Testimoni hanno detto inizialmente di aver visto almeno uno, ma forse più di un uomo armato e mascherato e vestito di nero sparare e dare fuoco ai tavoli da gioco dei casinò del Resort World, prima di fuggire via con una borsa piena di fiches. Insomma, un attacco jihadista in piena regola, reso tanto più credibile in un Paese, le Filippine, a stragrande maggioranza cattolica e governata da un “duro” come Rodrigo Duterte, che sta conducendo a Marawi una campagna militare proprio contro i jihadisti di Abu Sayyaf nelle aree dov’è forte la maggioranza musulmana. Le notizie sono sporadiche, contraddittorie e confuse: si parla di decine di feriti, si azzarda il numero di 25. Circola anche la voce che vi sia un morto. La Farnesina fa sapere che sta facendo verifiche.

ANSA