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TRIESTE. Si chiamano Percorsi ambulatoriali complessi e coordinati (Pacc). Sono la somma di esami, visite mediche e interventi interdisciplinari necessari per giungere a una diagnosi o procedere alla riabilitazione di casi neurologici complessi. Finora i residenti in Friuli Venezia Giulia vi hanno avuto accesso gratuitamente con ricovero in day hospital, ma il varo dei nuovi livelli essenziali d’assistenza da parte del governo e la riforma sanitaria regionale prevedono l’introduzione del ticket. In futuro la gestione non sarà infatti più ospedaliera ma ambulatoriale e ciò significa per il paziente il pagamento di 36 euro (più eventuali 20 di super ticket per le prestazioni particolarmente costose), soggetto come di consueto alle riduzioni sulla base del reddito.

La scelta è stata rimandata il più possibile dalla Regione autonoma, che per oltre sei anni ha cercato di evitare di allinearsi al sistema seguito da tempo nel resto d’Italia, dove le Regioni ordinarie non gradiscono quelli che sono visti come i privilegi della specialità. Per i pazienti non cambierà nulla dal punto di vista sanitario, tanto che il ticket costituisce di fatto l’unica vera differenza rispetto al passato.

Sotto il profilo medico, tutto procederà dunque come prima, a parte il cambio di denominazione da “day hospital” a “day service”. I Pacc continueranno a essere quell’insieme di prestazioni che richiedono il coinvolgimento di diversi specialisti per la presa in carico di un problema di salute. Quelli previsti al momento sono una ventina, ma già il prossimo mese ne saranno aggiunti di nuovi.

Al momento la lista si concentra soprattutto sull’età infantile, con la serie di controlli richiesti per la valutazione di tiroidite, allergie alimentari, obesità, artrite idiopatica, ovaio policistico, ma anche di casi rientranti nei disturbi dell’attenzione o nello spettro dell’autismo, dove le visite neuropsichiatriche si affiancano a test cognitivi, esami ematici, elettroencefalogramma ed elettrocardiogramma. La multidisciplinarità è necessaria pure nelle riabilitazioni neurologiche complesse, anch’esse inserite in elenco, dove l’utente ha bisogno della presenza contemporanea di logopedista, psicologo, oculista e otorino.

Oggi come ieri non si passerà per il Cup, ma tutto sarà organizzato dal reparto ospedaliero in cui ricade la patologia, che avrà il compito di coordinare i vari interventi: il paziente non dovrà dunque prenotare le singole prestazioni, ma limitarsi a farsi prescrivere il Pacc dallo specialista, come avviene oggi con il day hospital. In futuro i Pacc conterranno anche quegli interventi chirurgici che, grazie ai progressi tecnologici, sono diventati meno invasivi e possono essere risolti in giornata, come la cataratta e l’ernia inguinale. Nell’elenco figureranno infine alcune terapie farmacologiche impattanti, ma quelle oncologiche saranno esentate dal ticket.

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