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Quasi ogni giorno ci tocca parlare di truffe sul web. Sono infatti aumentati i casi di crimini informatici segnalati. Spesso, i truffatori si servono di nomi di grande aziende o enti pubblici. Una nuova truffa sta girando su WhatsApp, la più famosa e diffusa app di messaggistica del mondo. Tantissimi italiani, già dai primi giorni del 2019, si sono visti arrivare un messaggio che prometteva una vincita di 150 euro con la Conad o dei buoni spesa.

Ovviamente Conad non centra nulla con la truffa architettata dai malintenzionati, che ne stanno solamente sfruttando il nome essendo una delle principali aziende italiane del settore alimentare. Si tratta di una delle classiche truffe WhatsApp . Nella migliore delle ipotesi non succede nulla, ma in alcuni casi gli utenti si sono ritrovati degli abbonamenti a pagamento attivi sullo smartphone.

Il messaggio – spiega TPI – cita un presunto regalo che Conad avrebbe deciso di offrire ai propri clienti per festeggiare il 30esimo compleanno. “Rispondi al sondaggio e vinci un buono da 150 euro Conad”.

Se uno clicca, si apre un sito con tre domande del tipo: “Quante volte fai la spesa”, “Che giudizio daresti del servizio clienti di Conad?”, “Cosa compri maggiormente quando vai al supermercato?”. Una volta risposto il sito fa i complimenti per aver vinto il premio di 150 euro di spesa e invita a spedire lo stesso messaggio a 20 nostri contatti WhatsApp per poterlo incassare. Peccato che sia tutto falso.

Una seconda truffa, questa volta via mail, era stata segnalata il mese scorso con il seguente testo: “in data xx/xx/xxx alle ore xx:xx è stata fornita l’autorizzazione ad accedere al sito: Agenzia delle Entrate. Se non sei stato tu a richiedere l’accesso, ti invitiamo a contattare l’assistenza clienti e confermare la tua identità altrimenti il tuo conto verrà bloccato nelle prossime 24 ore“.

Ci spiega il sito TecnoAndroid che gli utenti si fanno molto spesso ingannare dalla frase “conto bloccato”, cliccando quindi sul link all’interno del messaggio. Cliccando sul link vi verrà chiesto di inserire i vostri dati personali per “confermare la vostra identità”. Ovviamente non verrà confermato nulla all’Agenzia delle Entrate, i dati che inserirete verranno rubati da hacker informatici per altri scopi.

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