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Premesso che non condivido la decisione di Trump di mettere al bando i cittadini provenienti da determinati paesi, quello che mi da veramente fastidio è l’ipocrisia che circonda la reazione sdegnata a tale decisione, una reazione che non ho mai visto per esempio nei confronti di quei Paesi che vietano l’ingresso ai cittadini israeliani o ebrei a partire dalla cosiddetta “Palestina”.

Divieto di ingresso per i cittadini israeliani nei territori palestinesi

L’occidente usa due pesi e due misure nella sua indignazione. Si indigna giustamente se viene attaccata una moschea in Canada, ma fa finta di nulla di fronte alla sistematica distruzione delle chiese in Medio Oriente. Si indigna se Trump decide di vietare l’ingresso di cittadini di alcuni Paesi ma non ha mai detto nulla per quei Paesi (e sono tanti) che vietano l’ingresso ai cittadini israeliani e persino a cittadini di altri paesi che hanno sul passaporto un timbro israeliano. Vuole combattere il terrorismo islamico ma non accetta di farlo nei modi più opportuni, cioè combattendolo veramente e non con i fiorellini nei cannoni. Un occidente che non riesce nemmeno a usare la parola “terrorismo islamico”, non riesce cioè a identificare il nemico, quello stesso nemico che chiaramente da questa debolezza ne trae guadagno.

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