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Offre indeterminato a 1500 euro al mese, ma nessuno accetta. E’ ai microfoni di RadioDue, nella trasmissione “I lunatici” di Andrea di Ciancio e Roberto Arduini che viene raccontata l’ennesima storia che in tempo di crisi appare incredibile: contratti di lavoro interessanti ma rifiutati perchè richiedono un certo impegno, una certa costanza e serietà: “quello che offro un contratto a tempo indeterminato, con stipendio di 1.500 euro al mese”

Il pensiero che dietro questi racconti si nasconda un inghippo, un “non detto”, c’è spesso, non sembra però valere in questo caso.

Il “problema” degli orari

A raccontare il fatto è un commerciante di Jesolo che da tempo cerca un dipendente nel ruolo di segretario/a. Ai microfoni della trasmissione spiega di aver ricevuto una lunga fila di rifiuti, racconta addirittura possibili candidati letteralmente “spariti” (persino al telefono): motivo? L’orario richiesto per “aprire la pescheria al mattino presto”.

“Non chiedo particolare esperienza, si può imparare, ma non riesco a trovare personale – si sfoga l’imprenditore – A parole i giovani sono volenterosi, ma quando poi li richiami non rispondono nemmeno al telefono. Oppure inventano scuse assurde. Sono ancora in cerca di queste figure. Parliamo di un posto fisso, con contratto annessi e connessi”.

Anche a Padova si cerca un panettiere a 1.400 euro al mese. Ma nessuno vuole fare questo lavoro

Dal Veneto arriva un’altra storia. Siamo a Reschigliano di Campodarsego, provincia di Padova, e questa storia è stata raccontata dal quotidiano “Il Gazzettino”. Stefano Brigato ed il cognato Guglielmo Peruzzo gestiscono da 35 anni uno storico panificio. Da tempo in vetrina c’è esposto un cartello: “Cercasi apprendista panettiere”, un contratto di assunzione.

Il problema sarebbero, anche in questo caso, gli orari notturni. «Condizione necessaria per svolgere la professione è il lavoro notturno – racconta il panettiere – che viene retribuito con una maggiorazione del 50%». «Si inizia alle 2 di notte e si stacca alle 9 di mattina ma rispetto a un tempo l’attività è meno faticosa. Le impastatrici automatiche, la lievitazione programmabile e i forni a gas computerizzati hanno alleggerito molto il peso della produzione».

Lavoro notturno. Cos’è e cosa dice la Legge

Del lavoro notturno esiste una definizione normativa. L’art. 1 del decreto legislativo 8 aprile 2003, n. 66, che recepisce una direttiva europea e definisce il “periodo notturno” come “periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino”.

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