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In Olanda è stato ucciso un neonato di «meno di 12 mesi» con l’eutanasia. Si tratta del secondo caso ufficiale dal 2005, quando i pediatri olandesi hanno adottato il Protocollo di Groningen, elaborato dal professor Verhaegen, sulla soppressione dei neonati «affetti da malattie gravi». Il caso è stato dichiarato e comunicato ufficialmente nell’ultimo rapporto, uscito pochi giorni fa, redatto dalla Commissione di valutazione dell’interruzione tardiva di gravidanza e della morte provocata dei neonati.

Il neonato soffriva di una patologia neurologica grave e i medici, con il consenso dei genitori, hanno valutato che fosse meglio ucciderlo per evitargli «una sofferenza insopportabile e senza prospettive» di guarigione.

I dottori hanno preso in considerazione diversi elementi per giustificare la morte con l’eutanasia: l’assenza di qualità della vita, lo stato di sofferenza del neonato e la mancanza di prospettive future. In realtà, si legge, il neonato aveva secondo gli esperti una «aspettativa di vita di 10 anni», durante i quali però la sua qualità della vita non sarebbe mai migliorata.

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L’equipe medica ha anche preso in considerazione «la sofferenza psicologica dei genitori», che non avrebbe fatto che aumentare nel tempo. I genitori, potendo scegliere tra la sedazione profonda e l’eutanasia per porre fine alla vita del figlio, hanno preferito quest’ultima: dopo avere sedato il neonato con della Lidocaina, gli hanno iniettato una dose letale di 2 millilitri di Lidocaina, 250 milligrammi di Tiopental e 15 di Rocuronio.

In Olanda, secondo quanto riportato da Tempi, l’eutanasia è autorizzata per legge, a determinate condizioni, per i maggiorenni: nel 2017 sono morte così 6.585 persone contro le 1.882 del 2002. Per i ragazzi tra i 12 e i 16 anni è autorizzata previo consenso dei genitori. Per i ragazzi tra i 16 e i 18 anni non è richiesto il consenso dei genitori. Il Protocollo di Groningen, realizzato dall’ospedale universitario di Groningen nel 2004, è stato approvato nel luglio 2005 dall’Associazione olandese di pediatria, che l’ha consigliato nelle proprie linee guida da seguire a livello nazionale. Resta comunque una pratica non prevista dalla legge, anche se nessun medico è mai stato perseguito.

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Secondo il professor Verhaegen, vengono uccisi con l’eutanasia dai 15 ai 20 bambini ogni anno in Olanda. Anche se questi casi non vengono dichiarati ufficialmente. Le cifre sembrano confermate da uno studio condotto nel 2000 da Euronic e pubblicato su Lancet, secondo il quale il 47% dei medici olandesi ha dichiarato anonimamente di avere amministrato farmaci mortali a neonati.

Un articolo pubblicato da due filosofi sul Journal of Medical Ethics nel 2012 sosteneva che dovrebbe essere permesso uccidere con l’eutanasia tutti quei neonati che sono affetti da malattie le quali normalmente fanno pendere i genitori per l’aborto. L’idea è quella di un «aborto post-natale», condivisa dal professor Verhaegen, e applicata anche in quest’ultimo caso dichiarato nel rapporto della Commissione, nonostante si tratti di una pratica illegale.

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