Omicidio stradale, la Cassazione: chi guida deve prevedere anche pedoni “indisciplinati”

Ecco un contributo, da parte di ASAPS e Sole 24 Ore, per chiarire bene come stanno le cose, la sentenza della Corte di Cassazione proprio del 30 dicembre scorso.

la Cassazione, negli stessi giorni del tragico caso della morte di Gaia e Camilla, investite da un’auto con alla guida Pietro Genovese, ha deposita una sentenza che condanna un guidatore anche in un caso analogo

Secondo i giudici, che nella loro pronuncia riassumono nel dettaglio la giurisprudenza attualmente più affermata, chi guida un veicolo deve prevedere anche comportamenti indisciplinati dei pedoni ed essere in grado di annullarne le conseguenze. Salvo casi estremi.

La sentenza è interessante perché delinea con chiarezza i tre fondamentali obblighi comportamentali del «dovere di attenzione» del conducente teso all’avvistamento del pedone:

– i) ispezionare la strada dove procede e quella che sta per impegnare;

– ii) mantenere un costante controllo del veicolo in rapporto alle condizioni della strada e del traffico;

– iii) prevedere tutte le situazioni che la comune esperienza comprende, in modo da non costituire intralcio o pericolo per gli altri utenti della strada, e in particolare per i pedoni.

Solo quando il conducente del veicolo a motore dimostra di avere rispettato tutti e tre questi parametri se ne può ipotizzare l’assenza di responsabilità per l’investimento di un pedone, in modo conforme al principio dell’affidamento in ambito stradale, che – per quanto vada applicato in modo rigoroso per garantire la sicurezza della circolazione stradale – non può imporre obblighi impossibili e inesigibili, «votando l’utente della strada al destino del colpevole per definizione o, se si vuole, del capro espiatorio».

LEGGI L’ARTICOLO DEL SOLE 24 ORE

Ricevi gratuitamente e direttamente sulla tua casella di posta elettronica aggiornamenti sul mondo delle Forze dell’Ordine, Video, Consigli e info su Concorsi nelle Forze Armate

Potrebbero interessarti anche