Carabiniere ucciso a Roma. Ora rischiano il processo 2 militari

La foto incriminata
L’immagine di Gabriel Christian Hjort, bendato e con il capo chino in una stanza della caserma di via in Selci, venne diffusa “su almeno due chat Whatsapp, una delle quali portava il titolo ‘Reduci ex Secondigliano’ con 18 partecipanti, dalla quale veniva poi ulteriormente diffusa da terzi ad altri soggetti e chat” arrecando al giovane statunitense ‘un danno ingiusto'”.
E’ quanto scrivono i pm di Roma nell’atto di chiusura delle indagini nei confronti del carabiniere Silvio Pellegrini.

L’indagato avrebbe anche fornito “specifiche indicazioni sui primi risultati investigativi ottenuti, ad esempio il fatto che i ragazzi erano in cerca di cocaina, violando quindi i doveri inerenti alle funzioni o al servizio o comunque abusando delle sua qualità, rivelava a terzi notizie che dovevano rimanere segrete (tale essendo quella relativa alla individuazione di sospettati nel corso delle indagini di polizia giudiziaria) e comunque agevolava la conoscenza”.