L’allieva pilota “vittima di nonnismo”: ora spuntano le immagini in cui “frusta” i colleghi

Non ci sono commenti espliciti che accompagnano questo nuovo video, ma è come se i compagni di corso della ragazza volessero far vedere a tutti il clima che si respirava e si respira al 70° Stormo. Lo spiegano bene tanti piloti militari che ci sono passati, centinaia l’anno per decenni. «E’ un rito liberatorio che suggella il primo successo aeronautico» commenta uno di loro. Un modo per fare squadra. Un momento che gli allievi appena arrivati a Latina Scalo non vedono l’ora di raggiungere e che ieri commentavano a mezza voce: «Magari l’avessimo già fatto noi quel tuffo».

Non un modo per intralciare le indagini, ma per inquadrare quello che è accaduto. Sul caso infatti è stata aperta un’inchiesta della Procura militare di Roma ed è stata istituita una commissione interna all’Aeronautica Militare. I fatti denunciati risalgono all’aprile scorso e ruotano tutti intorno a questa piscinetta. La sergente GJS compie il suo primo volo in solitaria e conquista il brevetto di pilota di aeroplano. Appena atterrata, parte il rito: i colleghi di corso la raggiungono, aspettano che si tolga il casco, la sollevano e la portano in spalla per 200 metri fino alla piscina del pinguino. Nella denuncia è scritto che la ragazza non voleva, che è stata costretta. Nonnismo, dunque.

Nel nuovo video però si vede la stessa scena a ruoli invertiti, come dire che la ragazza era perfettamente consapevole di quella cerimonia di iniziazione e a giudicare dalle risate che si sentono (anche le sue) nessuno era stato costretto. (FONTE LEGGO e MESSAGGERO)

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