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Matteo stravince e manda un avviso di sfratto al premier

Come previsto Matteo Renzi ha stravinto le inutili primarie del Pd. E lo ha fatto con una percentuale tale che molto probabilmente (mentre scriviamo lo spoglio è ancora in corso) gli consegna il controllo assoluto del partito, forse più di quando lo ha lasciato (per finta) solo pochi mesi fa.

La prima considerazione è che il governo Gentiloni è politicamente finito. Quando e come cadrà da oggi è solo un fatto tecnico. Di fatto il premier e i suoi ministri non hanno più alcuna autonomia, ammesso che l’abbiano mai avuta, e sono ostaggio di Renzi come accadde a Enrico Letta detto «stai sereno».

Oggi finisce di fatto anche questa tormentata legislatura, nata male, e sopravvissuta solo grazie al tradimento di Alfano e alle acrobazie di Verdini. E che si è macchiata della vergognosa espulsione dal parlamento del leader dell’opposizione Silvio Berlusconi. Che si voti in autunno o più in là, poco cambia. Da oggi l’agenda politica ha un solo appuntamento: andare a votare, perché questa è l’unica cosa che interessa a Matteo Renzi. La sua è una ossessione personale: tornare a Palazzo Chigi, essere accolto e riverito come primo ministro dentro e fuori il Paese. A lui non importa fare ma essere, ed è davvero disposto a tutto pur di raggiungere l’obiettivo.

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