Bimbo muore dopo 2 giorni di agonia. In ospedale nessun posto letto

Kayden Bancroft aveva soltanto venti mesi. E aspettava di essere operato per un’ernia, sorta a seguito di una caduta. Il bimbo però, nonostante i dolori lancinanti, è stato messo in lista d’attesa. I letti in ospedale non erano abbastanza e nel frattempo era stata data priorità ad vittima di incidente stradale, arrivata in quel momento al pronto soccorso. Così Kayden non ce l’ha fatta, ed è morto per arresto cardiaco. Il piccolo è stato sottoposto a quel punto a manovre di rianimazione, oltre che ad un intervento chirurgico. Ma dopo due giorni di agonia, si è spento a causa dei danni cerebrali scaturiti dalla mancanza di ossigenazione al cervello durante l’arresto cardiaco.

“Quanti altri bambini devono morire prima che la gestione ponga rimedio a queste problematiche?”, è la domanda di uno dei chirurghi dell’ospedale. Kayden, ad aprile dello scorso anno, era caduto sbattendo la testa su una bottiglia. Trasportato allo Stepping Hill di Stockport, era stato inserito in lista d’attesa per l’operazione alla quale sarebbe dovuto essere sottoposto. Ma la mancanza di posti letto in terapia intensiva ha fatto sì che Kayden, il giorno seguente, fosse trasferito nel reparto ordinario del Royal Hospital di Manchester. Ma anche qui la lista d’attesa era troppo lunga. Così l’operazione è stata ritardata più volte nel corso della settimana, finché il piccolo, come raccontato dai genitori, non si è sentito male ed è andato in arresto cardiaco. “Non si può arrivare in ospedale con un bambino e uscirne senza. Soprattutto quando in ospedale ti dicono che è un’operazione molto semplice. Volevo strangolare qualcuno quando ho saputo che mio figlio era morto”, ha dichiarato Shannon, diciannove anni, la madre del piccolo che in queste ore lotta per avere giustizia.

La causa della morte del bambino sarebbe stata proprio la mancanza di tempestività nel sottoporlo alle cure.

Alla stampa i medici dell’ospedale hanno affermato di aver messo in guardia più volte la gestione per carenza di sale operatorie di emergenza e di letti in terapia intensiva. Ma le loro richieste sono cadute nel vuoto. “La lista d’attesa in ospedale è cresciuta a dismisura nel corso degli ultimi anni. Ora abbiamo centinaia di bambini che hanno aspettato più di un anno per ottenere l’operazione di cui necessitavano”, hanno ammesso i chirurghi del Royal Hospital di Manchester.

BC – per DirettaNews

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