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Il segretario del Sap Tonelli ricoverato dopo 43 giorni di sciopero della fame È crollato davanti a Montecitorio. Dimagrito 18 chili. Gli agenti: abbandonato

E così, alla fine, Gianni Tonelli è crollato. «La fame e il freddo non mi danno tregua», aveva detto solo il giorno prima, al 43esimo giorno di sciopero della fame, ma ieri mattina, colpa del vento gelato, dell’inedia e dell’indifferenza, il suo corpo lo ha abbandonato. Il segretario del Sap è svenuto davanti a Montecitorio dove per mesi ha allestito un gazebo nella speranza di essere ascoltato. «All’improvviso ha girato gli occhi ed è caduto a terra – racconta un agente – Sentiva tanto freddo ed è svenuto davanti ai nostri occhi: ho chiamato il mio medico curante che è venuto sul posto. Quando è arrivata l’ambulanza gli hanno messo la flebo e lo hanno portato in ospedale». Ricoverato al Santo Spirito, ha ripreso conoscenza ma rimarrà in osservazione almeno fino a oggi.

«È debilitato, stanco, ma si rifiuta di toccare cibo – spiegano i colleghi che per tutto il pomeriggio hanno fatto la spola tra il lavoro e l’ospedale – Il medico ha deciso di procedere con l’alimentazione terapeutica forzata, attraverso la somministrazione di glucosio. È molto provato, fatica perfino a parlare e non ha la forza neanche per stringere la mano. Per lui, però, il dolore più grande continua a essere l’indifferenza delle autorità di Governo e in particolare del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e del ministro dell’Interno Angelino Alfano. Inutili anche le cartoline inviate nella speranza che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rispondesse alla richiesta di intervento». Un silenzio sordo ha fatto da sottofondo a uno sciopero della fame portato avanti da un sindacalista che non ha chiesto altro se non di adeguare e rinforzare l’apparato sicurezza in vista della concreta minaccia terroristica. Dimagrito 18 chili ingoiando solo i bocconi amari delle tante porte sbattute in faccia, durante la conferenza stampa di mercoledì aveva ribadito il suo intento di continuare la protesta. La politica, che in passato ha affrontato e almeno combattuto le identiche battaglie del leader dei radicali Marco Pannella, oggi snobba e lascia cadere a terra un poliziotto. «Questa è la parodia dell’Italia – sussurra Tonelli dal suo letto d’ospedale – la metafora di ciò che succede ai tutori della legalità, indagati e trattati come delinquenti. Il Governo e i politici di maggioranza se ne sono fregati per 43 giorni e continuano a fregarsene nonostante gli appelli e il coinvolgimento mediatico della protesta. Indifferenza più totale anche da parte del Dipartimento di Polizia. Eppure non potevano non sapere, quel gazebo davanti a Montecitorio era tutto tranne che non visibile, così come i messaggi e gli slogan che abbiamo fatto e diffuso. La verità viene considerata un reato in un sistema che non vuole riconoscere ai poliziotti il diritto ai propri doveri. Invece di elogiare chi fa il proprio dovere, mettendo a repentaglio la propria vita per 1300euro, si predispone una inquisizione. Invece di cercare i banditi per strada – continua il segretario generale del Sap – la Digos fa un nucleo per indagare su di noi, come se il male fosse qui. Fanno carriera sulle spalle dei poliziotti: hanno avviato un procedimento di destituzione per un agente che sarebbe stato premiato a breve per aver salvato un uomo e gli hanno dimezzato lo stipendio, con una figlia di 6 anni, per aver denunciato in televisione l’equipaggiamento scandaloso in uso alla Polizia». Intanto il sindacato ha fatto sapere che raccoglierà il testimone dello sciopero di Tonelli e lo continuerà, già da lunedì prossimo, organizzando una staffetta tra poliziotti, sempre in piazza Montecitorio.

Solidarietà al segretario del Sap è arrivata da Giovanni Iacoi, Segretario Generale Ugl-Libertà e Sicurezza: «Al mio fraterno amico Gianni Tonelli rappresento la mia massima vicinanza – ha affermato – e come cittadino provo vergogna per lo Stato Italiano, i cui massimi rappresentanti non ti hanno ricevuto diventando concausa del tuo malore del quale ti auguro pronta guarigione». Oggi, intanto, si celebrerà il processo per destituire F. R., il poliziotto del Commissariato Vescovio e dirigente Sap – colpevole di aver mostrato in una trasmissione di attualità i caschi ubot e le pistole mitragliatrici «obsoleti» secondo le accuse. «Materiale tutto ancora in uso, altroché. Lo abbiamo dimostrato con le prove e ci batteremo per stroncare l’accusa – commenta Tonelli – La sua sospensione dal lavoro mi ha dato la forza di iniziare e portare avanti questa protesta e non ci fermeremo».

Silvia Mancinelli

Fonte Il Tempo.it

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