IL PAESE CHE DIFENDE IL SUO CARABINIERE: «Ha ucciso il ladro? Ci ha solo difeso»

verso il carabiniere è il primo passo». E il secondo? «Le ronde armate». Il mite sindaco Gentili, rappresentante di commercio, tessera del Partito democratico, eletto in una lista civica di centrosinistra, invita alla calma collettiva e ricorda in un sospiro i tempi non lontani in cui nella sua ormai ex isola felice «si viveva con la chiave nella porta». Poi sono arrivati i furti in casa, che vanno a ondate, di paese in paese. L’ultima ha raggiunto Monte San Giusto con una notevole intensità, 12 casi in quindici giorni, tra febbraio e marzo. Il tappo è saltato subito, come se da tempo non reggesse più alla pressione. Anche il comando regionale dei Carabinieri ha capito che la faccenda ha preso una china scivolosa. Il generale Salvatore Favarolo ha ringraziato per la solidarietà mettendo in chiaro però che non ce n’è alcun bisogno. E intanto ha spedito in paese un paio di marescialli in più.

Tensione
«Chi? Razzisti noi? Ma guardatevi intorno». Sardini risponde alle accuse dei pochi dissidenti indicando le lunghe fila di lavoratori di ritorno dai calzaturifici della zona. Sono tutti immigrati di origine pakistana, la maggior parte dei 1.400 cittadini stranieri che hanno residenza a Monte San Giusto. «Passerà» sospira il sindaco. Ma questa settimana di tensione

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