La mossa del Vaticano per non far staccare la spina a Charlie Gard

Non esiste una cura e il piccolo è destinato a morire: per questo i medici dell’ospedale pediatrico Great Ormond Street Hospital di Londra avevano deciso di staccare la spina ai macchinari che lo tengono in vita per risparmiare al bambino ulteriori sofferenze. I genitori si sono sempre opposti e, anche dopo aver perso la loro battaglia legale, hanno continuato a lanciare appelli per cercare di salvare Charlie, o per lo meno di fargli guadagnare più tempo.

L’appello è arrivato anche in Vaticano, commuovendo Papa Francesco che aveva commentato pubblicamente la vicenda più volte. L’ospedale cattolico Bambin Gesù aveva risposto all’appello del Papa offredo ospitalità al piccolo, ma da Londra era arrivato il no al trasferimento. Ora che il tempo di Charlie sta per scadere e si rincorrono le voci sul distacco delle macchine vitali, secondo il Sun, il Pontefice potrebbe passare dalle parole ai fatti.

“Sarebbe un fatto senza precedenti, ma si sta valutando – avrebbe spiegato una fonte di alto livello al tabloid – I parametri legali impediscono che venga spostato e curato all’estero. Se questo può essere superato, allora sia così”. Il Sun ricorda anche che il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, aveva detto che la Santa Sede avrebbe fatto il possibile per superare gli ostacoli legali al trasferimento di Charlie al Bambin Gesù.

Un aiuto anche dagli Usa
Mentre in Italia e in Vaticano si sta studiando ogni possibilità per salvare il piccolo Charlie Gard, anche un ospedale americano offre aiuto al bimbo. La nuova speranza arriva dal New York-Presbyterian Hospital/Columbia University Medical Centre, che, secondo quanto riportano i media internazionali, ha messo a disposizione un farmaco sperimentale non ancora approvato dall’agenzia regolatoria Food and Drug Adimistration.