Paragone sculaccia Maria Elena Boschi: “Quante balle che dici”

Quanto alle altre riforme che avrebbero dovuto essere portate alla discussione politica, su tutte quella del lavoro, vorrei informare la Boschi che forse soltanto nelle trasmissioni dove andava lei non se n’ è parlato perché altrove è stato un tema politico accessorio alla questione; non fosse altro perché il lavoro è un tema costituzionale oltre che un diritto previsto dalla stessa. Devo dedurre, sicuramente sbagliando, che la Boschi ha preferito trasmissioni ben apparecchiate dove si bypassassero alcune questioni.

Ecco, suggerisco a lady Maria Elena di provare a frequentare qualche salotto in meno e di farsi la pellaccia politica dove l’ anestesia del confronto non si pratica. In quei luoghi scoprirebbe che il Jobs Act non produce lavoro, che la flessibilità introdotta è stata una costosa scorciatoia fiscale priva di robustezza strutturale, che il contratto a tutele crescenti è una specie di tessera fedeltà che umilia i lavoratori.

E infine che i giovani sono stati i più penalizzati, tanto da spaccarli in precari, in invisibili, in neet e in emigranti. E chiudo ricordando alla stessa sottosegretaria che il ministro del suo governo si chiamava Giuliano Poletti. Esattamente come quello che, con Gentiloni, si “occupa” della materia.

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