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ImmagineParigi, 21 gennaio 2015 – La procura francese ha incriminato quattro persone sospettate di aver fiancheggiato Amedy Coulibaly, lo jihadista autore del massacro al supermercato kosher del 9 gennaio. I quattro giovani, tutti messi in stato di fermo da venerdi’, hanno tra i 22 e i 28 anni: tre di loro sono sospettati di aver acquistato “attrezzatura” per Coulibaly. La procura ha confermato che l’inchiesta continua per cercare possibili complici, soprattuttoo all’estero, e che prosegue la stretta collaborazione internazionale in particolare con Spagna, Turchia e Belgio.
Amedy Coulibaly fu fermato dalla polizia qualche giorno prima degli attentati di Parigi. Lo jihadista era stato fermato per un controllo di routine nella capitale francese, ma era stato lasciato libero e senza vigilanza, nonostante fosse schedato per terrorismo.
La notizia appare su Le Canard Enchaine’, che pubblica il rapporto del vigile che il 30 dicembre fermo’ il terrorista mentre guidava un’auto presa a noleggio in cui c’era anche la compagna, Hayat Boumeddiene. Si trattava dell’auto con la quale entrambi proseguirono verso Madrid, dove Hayat prese il volo verso Istanbul.
Nel suo rapporto, il vigile segnalo’ che, quando cerco’ il nome di Coulibaly, a partire dal documento, sulla banca-dati della polizia, scopri’ questo era segnalato dal servizio anti-terrorismo tra le persone ricercate. Ma l’indicazione per le forze dell’ordine era di cercare di ottenere dalla persona (classificata come “pericolosa e appartenente al movimento islamista”) il massimo delle informazioni senza destare sospetti, e di non fermarlo. L’agente, che stava lavorando nel quartiere di Butters Chaumont -lo stesso in cui i due fratelli jihadisti, Said e Cherif Kouachi, avevano formato una eete di reclutamento.- informo’ i suo vertici e la polizia antiterrorismo, ma nessuno prese misure. Il vigile, dopo gli attentati, riconobbe formalmente non solo Coulibaly come l’uomo che aveva fermato, ma anche Boumeddiene.

Fonte: Agi

E.R.

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