Parla Marucci: «Ora basta, quante bugie su noi vigili».

Parla Marucci: «Ora basta, quante bugie su noi vigili»
7 Gennaio 2015 – Quella parola «traditori», pronunciata dal sindaco Marino rivolgendosi ai vigili urbani che a Capodanno hanno dato forfait in massa, non gli è andata proprio giù. Continua a ripetersela digrignando i denti nel suo piccolo studio di via Prospero Alpino, a Ostiense, Luigi Marucci, leader storico dei «pizzardoni». Batte il pugno sulla scrivania di legno, sospira…

«Ma le pare che io, io che ho salvato la Municipale dalla privatizzazione di Tocci, Lusi e Rutelli, alla mia età devo mandare giù certe accuse? Questo è vilipendio alle istituzioni. La polizia di Roma Capitale è un’istituzione. Vedrà come glielo faremo capire! Dovrebbero sapere che il Corpo è lo specchio dell’Amministrazione».

Ne ha combattute di battaglie Marucci. Prima indossando per trent’anni la divisa e il fischietto nel centro storico di Roma, poi come presidente nazionale del più grande sindacato, l’Ospol, da lui fondato negli anni ’90 insieme ad Alessandro Mazzei (detto Kojak).

Si calmi Marucci… in questi giorni sono stati dati molti numeri su assenze e malattie di Capodanno, facendo un po’ di confusione.

«L’Amministrazione può anche giocarci a Lotto con quei numeri… Se qualcuno non ha il certificato medico lo punissero, è giusto. Se credono di aver materiale da inviare in Procura lo facessero. Ma non si può dare prima un numero sulle assenze, poi si scende, poi si risale. Una barzelletta… Ecco cos’è tutta questa storia!»

Colpa del virus che ha colpito il cervellone dell’ufficio Personale?

«Ma che ci azzecca il virus. Ogni Gruppo è consapevole di quello che fanno gli agenti. Ogni gruppo sa quanti sono malati, quanti stanno a casa con un disabile e trasmette i dati al comando»

A che serve allora l’ufficio del Personale?

«Ecco.., cominciamo a parlare di questo piuttosto. Il Comando ha cinque, seicento persone in uffici che sono doppioni di quelli già esistenti nei gruppi. Le pare normale?»

Se è per questo tre vigili su quattro lavorano in ufficio…

«Abbiamo proposto una nuova organizzazione del Corpo per riportare gli agenti nei quartieri e nelle piazze. Le dice niente vigile di prossimità?»

Un vostro vecchio cavallo di battaglia…

«Esatto. Affinché il lavoro in strada venga incentivato attraverso la premiazione del merito, la produttività. Fare il vigile non è un mestiere facile»

Per questo lavorano tutti in ufficio?

«Chi lavora in ufficio lo fa perché è obbligato e svolge compiti direttamente collegati a quello che accade in strada. Altri sono in ufficio per motivi di anzianità, qualifica e altri problemi»

Certi compiti potrebbero essere svolti dai comunali…

«Proprio perché partiamo dal presupposto che certi compiti possano essere svolti da altri amministrativi abbiamo chiesto un tavolo di contrattazione separato da quello dei comunali. Ma è il Campidoglio che deve riorganizzare il Corpo, fin nei singoli Gruppi. Ci troviamo di fronte una struttura obselata che va rinnovata in una forma di lavoro moderna ed efficace. Non stiamo mica chiedendo aumenti, ma certo nemmeno il taglio dello stipendio»

La riorganizzazione escluderebbe il problema numerico?

«Purtroppo non basterebbe. A Roma il numero dei vigili urbani è fermo a venti anni fa»

Non crede che la protesta di Capodanno sia stato un assist al sindaco Marino?

«I colleghi di Milano hanno avuto lo stesso problema, hanno protestato, manifestato, poi ci si è seduti a un tavolo e si è trovato l’accordo»

Cosa è successo a Roma?

«A Roma il sindaco non solo non ascolta, ma nemmeno si presenta. E alla fine si firmano contratti unilaterali»

Colpa di Marino?

«Con lui è scoppiato il caos»

Il sindaco dice di pagare perché ha dichiarato guerra ai poter forti. Ci sono poteri forti anche nella Municipale?

«Ci sono stati comandanti che hanno avuto, rispetto all’attuale, rapporti migliori con le sigle sindacali. Allo stesso tempo l’Ospol ha lottato duramente contro comandanti molto forti e sindaci che certo non dovevano pensare a difendersi da una Panda rossa»

L’antipatia per il poliziotto Raffaele Clemente, vostro comandante, non l’avete certo mai nascosta…

«Non è questione di antipatia… ma ci sono cose che il “superpoliziotto” non può capire. I vigili non fanno ordine pubblico. Noi lavoriamo sulla prevenzione, a diretto contatto con le persone. Se Marino pensava di risolvere i mali del Corpo con un esterno, ha sbagliato di grosso»

Con l’ex comandante Giuliani c’era un accordo di non belligeranza?

«Con lui c’erano gli stessi problemi di organizzazione, ma almeno è stato messo in piedi un nuovo concorso pubblico che la Giunta Marino ha pensato bene di bruciare»

Si è bruciato per vari motivi, anche di rilevanza penale..

«Che non potevano però compromettere lo studio di duemila ragazzi che hanno speso soldi per i corsi di aggiornamento e che avevano superato gli scritti. Il concorso è stato insabbiato. Non c’è stata voglia di andare avanti»

E i soldi…

«No, i soldi c’erano prima e devono esserci anche oggi. Che fine hanno fatto quelli stanziati dal Governo proprio per il concorsone? Il Corpo è sotto organico di 3mila unità, non dimentichiamocelo»

A Roma ogni evento diventa emergenza e il Comune è costretto a chiedere ai vigili di fare gli straordinari. Quanto può durare ancora?

«La legge prevede che gli straordinari siano erogati solo per emergenze non prevedibili. Scommettiamo che saranno chiesti anche per il prossimo Capodanno? I vigili hanno diritto a uno stipendio dignitoso senza dover essere costretti a fare gli straordinari»

Il Campidoglio vi accusa di ritardi per imcomprensioni tra sigle sindacali…

«Su questi argomenti non siamo mai stati così uniti. Mi sembra piuttosto che si voglia allontanare l’attenzione dai fatti di Mafia Capitale»

Marino ha chiamato «traditori» i vigili che si sono ammalati in massa a Capodanno. Lei rappresenta quegli uomini. Si sente un traditore?

«Siamo sicuri che i veri malati siano i vigili urbani?».

(fonte Matteo Vincenzoni su Iltempo.it)

A.P.



Potrebbero interessarti anche