Parla uno dei poliziotti indagati: “tra i 40 e i 50 poliziotti si sono fatti refertare”

“Non riesco a credere di essere stato indagato per tortura, e’ una cosa assurda, che mi fa molto male, anche perche’ non mi appartiene”.

“Tra i 40 e i 50 poliziotti si sono fatti refertare”. Parla uno degli agenti del carcere di Santa Maria Capua Vetere indagati per presunti pestaggi. Il poliziotto si trova in quell’istituto dal lontano 1996.

Dopo avere avuto la notizia di essere sotto inchiesta, spiegano i siti Ottopagine e CasertaCe, è stato tra gli agenti saliti sul tetto dell’istituto per protesta, all’arrivo dei Carabinieri per le notifiche del caso.

L’uomo, spiega il sito, con un gesto eclatante, è salito sul tetto di un’aera del carcere: “io ho regole da far rispettare e i detenuti le devono rispettare. Ma si è perso pure questo. Io non rappresento più la legalità”.

“La sera del 6 volevamo solo ristabilire la legalità, dopo che qualche giorno prima i detenuti ci avevano gettato addosso anche olio bollente, ferendo decine di colleghi; tra i 40 e i 50 poliziotti si sono fatti refertare. Ed invece sembra che ora siamo noi gli aguzzini, che ogni giorno dobbiamo lavorare in situazione di grave precarietà, sotto organico, e in una struttura che ospita centinaia di detenuti in piùrispetto alla capienza. Sono davvero stanco”.

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