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Parlamentare riceve mazzette da un regime straniero per votare una legge: ma in Italia non è reato

Ricevere mazzette per votare una legge ‘su misura’. In qualsiasi Paese sarebbe reato, ma non in Italia, dove si resta impuniti anche se un deputato o un senatore vende i suoi voti ad un regime straniero. E’ il caso raccontato dall’Espresso, che riguarda una sentenza del tribunale di Milano nei confronti di Luca Volontè, parlamentare ciellino dell’Udc fino al 2013, che durante quella legislatura fu uno dei più influenti a livello internazionale, partencipando al Consiglio d’Europa, istituzione chiamata a far rispettare la Convenzione europea per i diritti umani.

Una posizione in completo disaccordo con gli atti commessi da Volontè che, come scritto sull’Espresso dal giornalista Paolo Biondani, ha incassato circa due milioni di euro dall’Azerbaijan per ‘salvare’ il regime di Ilham Aliyev, che tra il 2003 e il 2004 rischiava una condanna per la violazione dei diritti umani, che avrebbe avuto violente ripercussioni sull’economia e sulla politica del Paese. A far scattare l’inchiesta furono proprio una serie di bonifici sospetti arrivati a Volontè da Paesi ‘fantasma’ (per esempio Lettonia ed Estonia), utilizzati

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