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Psicodramma al Nazareno all’indomani del voto sulle unioni civili. Speranza tuona contro il patto tra Renzi e Verdini: “No a residui di berlusconismo”. Ma la Serracchiani lo provoca: “I voti li hai?”

RENZI VERDINI

La legge sulle unioni civili incassa il primo via libera del Senato. I 173 voti favorevoli alla fiducia posta dal governo sul maxiemendamento sono il frutto di una difficile intesa con Area popolare.

Matteo Renzi esulta per il risultato raggiunto e parla di “giornata storica” e di un risultato da rivendicare “a testa alta”. Nel Pd non mancano però i malumori e le fibrillazioni interne ai dem per i voti dei verdiniani, che si aggiungono alla maggioranza e fanno sì che nella votazione si tocchi quota 161, ovvero la maggioranza assoluta, solo grazie al gruppo Ala. Tanto che la minoranza dem chiede quanto prima un congresso di partito: “Si sta costruendo un patto organico con residui del berlusconismo”.

Dal Colle, per ora, non trapela altro che silenzio. Non sfugge, infatti, a chi analizza a freddo l’intera vicenda, che il voto è stato espresso su un tema assai delicato, che riguarda i diritti civili e per il quale si è spesso parlato di voto di coscienza. Insomma, non tutti sono propensi a farne una battaglia politica, preferendo derubricarla a voto su temi eticamente sensibili. Il governo dunque si difende, nega che i voti di Denis Verdini siano determinanti e, soprattutto, che la maggioranza politica sia mutata. “I voti di Ala – scandisce il Guardasigilli Andrea Orlando – non sono una cosa che, di per sé, certificano il loro passaggio nella maggioranza”. E dal Nazareno si affrettano a specificare che nella votazione di oggi ben dodici senatori appartenenti alla maggioranza non hanno votato, chi per dissenso sulla legge chi per assenza giustificata. Anche il presidente emerito Giorgio Napolitano minimizza la portata dei voti verdiniani: “Sono voti aggiuntivi e non sostitutivi”. Ma è lo stesso Verdini a metterci il cappello e a rivendicare un ruolo importante per i suoi voti: “Il contribuito di Ala è determinante ed essenziale”. Parole e numeri che mandano in fibrillazione il Pd.

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