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Nei giorni in cui l’opinione pubblica è concentrata sulla discussione del rinnovo di quota 100, è Maurizio Landini, quota CGIL, ad avanzare ulteriori proposte: pensioni per tutti a 62 anni d’età. Secondo il segretario generale della CGIL infatti, qualunque lavoratore dovrebbe essere consentito di andare in pensione a 62, indipendentemente dal proprio monte contributivo, ricevendo in base a quanto si è versato.

Il sindacalista ha espresso il concetto a Quotidiano.net, anticipando alcune delle richieste che verranno mosse al Governo e sulla base delle quali i sindacati ne valuteranno l’operato: interventi mirati alla creazione di posti di lavoro, aumento di stipendi e pensioni tramite un taglio della tassazione, lotta all’evasione fiscale, rinnovo del contratto (ma l’aumento di stipendio dovrebbe essere detassato) e investimenti su innovazione, scuola e informazione.

Secondo Maurizio Landini il pensionamento anticipato che permette di andare in pensione con almeno 62 anni d’età e 38 di contributi tende a provocare discriminazioni di genere: per una donna è molto più difficile rispetto a un uomo raggiungere le 38 annualità di contributi a 62 anni d’età.

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