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l pacchetto di misure per superare o rendere meno drastica la riforma Fornero è nero su bianco sui tavoli dei tecnici e dei ministri che stanno lavorando all’operazione. In gioco vi sono molteplici interventi di più o meno ampia portata.

Si va dall’introduzione di quota 100 (come somma di età e contributi) e di quota 41 (come somma di contributi) per lasciare il lavoro in anticipo rispetto ai requisiti attuali, al rilancio di opzione donna, ampiamente utilizzata dalle lavoratrici negli anni passati e poi bloccata.

Nel novero delle misure in gestazione anche una revisione degli strumenti per gestire le crisi aziendali in caso di esuberi dei lavoratori più anziani.

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Ma in cosa consiste quota 100 e come funziona? Si tratta della possibilità per i lavoratori di andare in pensione quando la somma dell’età anagrafica e degli anni di contributi versati è pari almeno a 100. Possono poi essere previsti dei paletti riguardo all’età minima di uscita e a un minimo di anni di contribuzione.

Nel contratto pentaleghista c’è l’impegno a “provvedere all’abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma delle pensioni cd. ‘Fornero’, stanziando 5 miliardi per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse”.

“Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro – si legge nel testo – quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100,

con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti”.

Nel contratto si parla anche della necessità di “riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza”. “Prorogheremo – scrivono 5S e Lega – la misura sperimentale ‘opzione donna’ che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo”.

Sui costi della riforma pensionistica lanciata da 5 Stelle e Lega è intervenuto nelle scorse settimane il presidente dell’Inps Tito Boeri . Permettere di andare in pensione con quota 100 tra età e contributi, come previsto dal contratto di governo, avrebbe un costo, secondo la stima di Boeri, di 15 miliardi per il primo anno e di un massimo di 20 miliardi all’anno per i successivi.

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