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Migranti, poche risorse e la Caritas di Treviso diserta il bando. E’ sostanzialmente questo ciò che si apprende dal quotidiano Ilgiornale in un articolo con data odierna a firma di Angelo Scarano. “Risorse sufficienti per svolgere quello che noi riteniamo essere un adeguato supporto normativo nell’iter legale di riconoscimento del proprio status e la presa in carico delle situazioni di fragilità psicologica o sanitaria. A concludere con noi il progetto – spiegano i raprresentanti degli operatori Caritas- sono circa 150 persone, alcune delle quali rischiano di interrompere il percorso di inclusione avviato nelle comunità e sul quale tanti di loro hanno investito molto in termini di impegno e di energie”

Come riporta oggitreviso, con l’entrata in vigore del “Decreto immigrazione e sicurezza” le risorse destinate a questo tipo di servizi sono state ridotte. Da qui il rifiuto da parte delle coop e della Caritas di partecipare alle gare. E la Carutas non usa giir di parole per spiegare la sua scelta parlando proprio di “risorse insufficienti”. Poi – si legge di nuovo sul Giornale.it – sempre gli operatori, dichiarano i motivi per cui è arrivato il passo indietro rispetto al bando: “Constatato che il sistema di accoglienza diffusa da noi costruito viene messo oggi in crisi – è la conclusione – riteniamo non ci siano più le condizioni per poter partecipare agli ‘affidamenti ponte’ proposti dalla Prefettura di Treviso o all’eventuale nuovo bando sui servizi di accoglienza”.

Prevedibile la reazione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini che sulla sua pagina Facebook ha scritto: “La mangiatoia è finita, chi speculava con margini altissimi per fare “integrazione”, spesso con risultati scarsissimi, dovrà cambiare mestiere”.

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