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boschiTra gli effetti collaterali del caso delle banche furbette (Etruria & C.) ne va enucleato uno che può essere definito «arma a doppio taglio»: il silenzio.

Il governo non ama parlarne, devia, balbetta, così di conseguenza molti giornali, abituati alle veline del Capo, appena possibile chiudono nel cassetto le notizie riguardanti le inchieste.Ma non si può sottovalutare anche il lato positivo della cosa: l’apnea nella quale ormai da settimane viaggia la ministra Maria Etruria Boschi. Imbarazzo, scaramanzia e vecchia scuola cattocomunista (Arezzo patria dei cavalli di razza dc nel bel mezzo della rossissima Toscana): meno si parla di cose scabrose, meglio è. Nel caso dell’avvenente ministra, l’assenza di una dei ventriloqui renziani più assidui non si fa per nulla rimpiangere. Peccato che a tanto zelo nell’operazione-scomparsa non corrispondano per ora risultati promettenti. Se gli italiani non hanno ancora digerito le ruberie bancarie (come potrebbero?), ancor meno hanno dimenticato quello strano filo doppio che ha legato il governo al management delle banche territoriali. E se il conduttore televisivo Massimo Giannini ha rischiato (forse rischia ancora) il licenziamento per aver parlato di «incesto» a proposito del palese conflitto d’interessi della ministro con il padre vice-presidente di Etruria (indagato dieci volte per reati fiscali – quattro dal Pm aretino Rossi – e archiviato nove), un italiano su due si aspetterebbe dalla ministro un atto di trasparenza: le dimissioni. Lo rivela un sondaggio condotto da Scenari Politici – Win Poll per l’Huffington Post: il 53 per cento degli interpellati vede inconciliabile la posizione della Boschi con il proprio ruolo nel governo. A difenderla, ormai soltanto gli elettori del Pd: per il 62 per cento il suo comportamento è ineccepibile (il 20 per cento del totale degli interpellati), mentre anche il 27,6 per cento di pidini trova che la ministra «non ha chiarito del tutto la questione, ma non deve dimettersi». Schiacciante la maggioranza di «colpevolisti» tra gli interpellati che si dichiarano vicini al M5S di Grillo, Lega Nord e Forza Italia. Non lusinghiero, per la Boschi, che alla fine persino un elettore su tre del Pd abbia dubbi rispetto all’operato della famiglia di Laterina (Ar).Ulteriore dato abbastanza singolare del sondaggio riguarda la fiducia nei confronti del sistema bancario italiano. A difenderlo a spada tratta sono rimasti, anche in questo caso, quasi solo i pidini: il 42 per cento di essi è tranquillo perché pensa che i risparmi siano proprio in buone mani; il 51,8 nutre seri dubbi sulle banche ma non vede altri luoghi dove mantenerli. Poca fiducia nel sistema bancario e responsabilità anche da parte del governo sono invece riscontrati dalla schiacciante maggioranza degli elettori di opposizione.

7 febbraio 2016

IlGiornale

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