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Cercava otto operai per coprire i turni notturni Mirco Bannini, titolare di un’azienda che produce tappi per distillati a Mombaroccio (Pesaro). Lo stipendio offerto andava dai 1.450 ai 1.550 al mese per un massimo di 40 ore a settimana.

Da gennaio è stato sommerso da più di 900 curriculuum, ma molti italiani si sono tirati indietro a causa dei turni ritenuti inadeguati o della distanza della fabbrica dal posto in cui abitavano.

“Qui c’è l’abitudine di andare a lavoro in bici”, ha spiegato Bannini a La Nazione. Due operai assunti, invece, hanno rinunciato al posto dopo poche settimane, lamentandosi di orari poco adeguati.

“Un terzo dei nostri lavoratori sono extracomunitari – ha raccontato l’imprenditore – ci troviamo benissimo”.

Per selezionare i nuovi operai, tutti i candidati sono stati sottoposti a dei questionari on line. E’ così che Bannini ha scoperto che 35 aspiranti non erano disponibili a fare quei turni. “Siamo rimasti molto delusi – ha concluso – evidentemente si trattava di persone che non avevano realmente bisogno”.

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