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Foggia sempre più spesso al centro delle cronache nazionali. Questa volta in tema criminalità e sicurezza sui treni e sul trasporto pubblico. E’ notizia di queste ore di un’aggressione, su un treno freccia, nei confronti di alcuni poliziotti in servizio presso l’ufficio della Polizia Ferroviaria. L’ennesima. L’autore delle violenze è un ventenne egiziano, già macchiatosi di reati in passato, che aveva attirato l’attenzione di un capotreno.

L’accaduto – Una volta chiesto il biglietto, rifiutava di esibirlo, poichè non ne era probabilmente in possesso. Invitato a scendere, rifiutava ed insultava capotreno, controllore e presenti. Proprio per questo motivo era stato richiesto l’intervento dei poliziotti. Gli agenti, aggrediti, hanno faticato non poco a bloccare il malvivente. Come spesso accaduto in passato, l’uomo pare abbia tentato anche di procurarsi ferite. Autolesionismo.

Il precedente – Questa metodologia riporta alla mente un fatto analogo di qualche mese fa denunciato da Stefano Paoloni, segretario del SAP, sindacato autonomo di Polizia, sempre a bordo di un treno. in quel caso, ad intervenire per motivi analoghi era stato il personale della Polizia Ferroviaria di Taranto, allertato da un capotreno che aveva sorpreso tre cittadini stranieri, due uomini ed una donna, senza il regolare titolo di viaggio che non avevano nessuna intenzione di regolarizzare la loro posizione.

Avvertite le forze dell’ordine, i poliziotti hanno immediatamente provveduto con l’identificazione. Uno di loro si è dimostrato collaborativo mentre i problemi sono stati riscontrati con i due restanti passeggeri, i quali secondo il racconto si sarebbero immediatamente scagliati contro gli agenti. E qui arriva il dato interessante: la donna avrebbe tentato di procurarsi lesioni sul corpo utilizzando una chiave, “Una tattica ben nota ormai alle forze dell’ordine” nel tentativo in seguito di accusare gli uomini in uniforme.

Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia

Ha detto quella volta, Stefano Paoloni: Le ferite sarebbero servite per accusare i miei colleghi. Provocarsi lesioni e accusare un poliziotto, fa sì che quest’ultimo, passi da testimone a imputato in procedimento connesso. In questo modo – ha continuato – la preoccupazione del mio collega sarà quella di difendersi nel suo procedimento, anziché accusare chi è stato oggetto del controllo

Per questi motivi Gianni Tonelli presenterà a breve una proposta di legge per dotare gli agenti di telecamere sulle divise, auto di servizio e celle di sicurezza. Le telecamere, strumento di trasparenza e verità, documentano tutto e non perdonano nessuno”.

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