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Pena ridotta per Moustafa Elshennawi, l’egiziano condannato in primo grado in relazione agli scontri con le forze dell’ordine verificatisi il 10 febbraio 2018 a Piacenza durante la manifestazione di protesta per l’apertura della sede cittadina di Casapound. Confermato il risarcimento di 50mila euro a favore del Comune di Piacenza per i danni arrecati. Lo riporta il quotidiano Leggo

La Corte d’Appello di Bologna ha pronunciato la sentenza di secondo grado per l’egiziano: quel giorno alcuni manifestanti picchiarono selvaggiamente il brigadiere capo dell’Arma, Luca Belvedere, ed Elshennawi, appartenente al sindacato Si Cobas, lo colpì più volte con lo scudo d’ordinanza. La pena dell’egiziano è stata ridotta a 2 anni, 9 mesi e 10 giorni di reclusione.

Per gli stessi fatti erano stati condannati anche due italiani: quattro anni e due mesi di pena per il 29enne torinese Giorgio Battagliola e tre anni e sei mesi per il 22enne modenese Lorenzo Canti. L’udienza nel giudizio di appello si è svolta il 14 febbraio scorso. La Corte d’Appello di Bologna ha ora ridotto la pena inflitta all’egiziano ma ha confermato nel resto la sentenza impugnata. Il Comune di Piacenza, si era costituito parte civile nel processo.

«Gli era stata riconosciuta – spiegano da Palazzo Mercanti – la legittimazione ad agire in giudizio per ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale subito in conseguenza degli scontri, rappresentato dalla sofferenza e dal turbamento provocati alla collettività, in pregiudizio a tutte le iniziative dell’Ente volte a garantire la sicurezza e l’ordine pubblico». «Si tratta di un indiscutibile riconoscimento – aggiungono dal Gabinetto del sindaco Patrizia Barbieri – agli sforzi che un Comune compie sulla sicurezza e vivibilità della città, anche alla luce delle competenze attribuite dal legislatore ai sindaci in materia, in un rapporto di collaborazione con il governo nazionale, rispetto a priorità, scelte, strategie e strumenti di intervento».

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