Politico russo anti Putin ucciso in strada: “Terrorismo di Stato”

LE ACCUSE DEL PREMIER UCRAINO – Immediate sono le reazioni del Cremlino e di Kiev, e di conseguenza le accuse politiche. Il presidente ucraino Petro Poroshenko punta il dito direttamente sulla Russia che a suo dire sarebbe il mandante dell’omicidio di colui che si era schierato contro l’annessione della Crimea, definendo il tutto “un atto di terrorismo di Stato di Mosca”.

Il Cremlino, attraverso il suo portavoce Dmitry Peskov, prima afferma che Putin è stato immediatamente messo al corrente, poi replica a Poroshenko, gelido: “Assurdità”. Ma la bagarre continua anche ad altri livelli. Il portavoce del ministero degli Esteri russo, Mari Zakharova, dichiara che Kiev farà di tutto perché non si venga mai a sapere la verità. Mentre per la procura generale di Kiev è “una rappresaglia politica contro un avversario del Cremlino”.

La storia di Voronenkov, marito di un’altra ex deputata, il noto soprano Masha Maksakova, è davvero strana e ha avuto il suo punto di svolta quando Voronenkov ha fatto un coming out antiputiniano diversi mesi orsono, in diretta tv, sul primo canale. Il conduttore cercava di togliergli la parola, ma Voronenkov è riuscito comunque ad attaccare a parole il capo di stato e paragonare la Russia di Putin alla Germania nazista.

Qualcosa di strano davvero da parte di un parlamentare russo, dato che l’annessione della Crimea il 18 marzo 2014 venne sostenuta dall’intera Duma con un solo voto contrario: non quello di Voronenkov, ma quello di Ilya Ponomarev, poi fuggito in America.