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SOS1306178Milano, 7 agosto 2013 – Tre donne cinesi di 27, 32 e 36 anni sono state liberate dalla polizia dopo aver raccontato di essere state segregate. Le vittime sarebbero scappate da un appartamento, lanciandosi dal balcone. Le giovani, tutte irregolari, hanno riportato alcune fratture dovute proprio al salto. La vicenda è emersa martedì, quando la più giovane delle tre è entrata in una farmacia al civico 111 di via Mac Mahon completamente nuda, con un cappuccio sulla testa e segni di legacci su polsi e caviglie. È stata lei a indicare il luogo dove ritrovare le altre due, a loro volta nude e con i medesimi segni sul corpo, in piazza Diocleziano, vicino a un tram.

Dal racconto che le tre donne hanno reso a un’interprete sono emersi frammenti di una storia di violenza e sopraffazione: le sarebbero state segregate e rinchiuse in un appartamento della zona per diverso tempo, finché ieri pomeriggio non si sarebbe presentata l’occasione per fuggire.

Le vittime sono state condotte in codice giallo all’ospedale, ma le loro condizioni non destano preoccupazioni. Sul caso indaga la Squadra Mobile di Milano. Gli investigatori cercano l’appartamento dal quale sono scappate e l’autore (o gli autori) del presunto sequestro, le cui modalità non farebbero pensare alla criminalità comune: nell’ambito della comunità cinese, infatti, i rapimenti sono molto rari e quasi mai coinvolgono donne.

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