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Vibo Valentia – L’auto in dotazione ai vigili urbani, parcheggiata nelle adiacenze del Municipio di Pizzo (Vibo Valentia), é risultata priva di assicurazione ed i carabinieri hanno provveduto a sequestrare la vettura. A rendere però particolare l’iniziativa dei militari é che la vettura in questione (una Fiat “Doblò”) veniva utilizzata dai vigili urbani, grazie ad un apposito equipaggiamento, per il trasporto dei disabili. Peraltro, la stessa vettura era utilizzata a tale scopo dopo che nel settembre del 2017 era stata rubata un’altra auto usata per lo stesso scopo. Nessuna deroga, comunque, da parte dei carabinieri. La vettura é stata sequestrata ugualmente.

Non è la prima volta che si verificano simili “incontri” tra le forze dell’ordine: nel 2017 fece il giro del web una pattuglia della municipale in servizio ad Agropoli, in provincia di Salerno finita nel mirino della Polizia di Stato per violazioni al codice della strada. In quel caso, pare che la volante avesse intimato l’alt al passaggio della pattuglia con a bordo i vigili urbani imponendo il controllo dei documenti del veicolo, proprio come previsto dal codice della strada, riuscendo a contestare svariati multe.

Da quanto appreso dalle da alcune fonti del comune trapelate in merito alla vicenda, quella volta sarebbero ben tre le multe contestata all’auto della Polizia Municipale. Non sono stati resi pubblici i dettagli ed ovviamente quali fossero le violazioni contestate, fatto sta che il Comune di Agropoli ha tenuto a chiarire la vicenda che ha creato molto scalpore, riferendo che l’auto di servizio era stata presa a noleggio, unitamente all’autovelox in dotazione. Sarebbe proprio per questo motivo per il quale la Polizia di Stato avrebbe rilevato delle irregolarità.

Ancor più noto il precedente napoletano, anche se diverso nelle dinamiche (le auto erano private) ,ma oramai storia della memoria del web: dobbiamo tornare al lontano 2005 per imbatterci in quel ‘mitico’ titolo di repubblica: “La polizia multa l’auto di un vigile, i vigili ne multano 30 davanti alla questura”:”La polizia multa una vigilessa che ha abbandonato l’ auto in divieto di sosta, proprio dinanzi alla questura di via Medina.

Quella Cinquecento «rappresenta un rischio», poteva essere «di un terrorista». Così a nulla vale, dopo, mostrare il tesserino. Lei se ne va, adirata: e scatta la rappresaglia. Arrivano i caschi bianchi con i carri attrezzi. Lasciano verbali a raffica sui tergicristalli delle soste selvagge dei colleghi. Uno a trenta, è il rapporto: stando alla conta che fanno i poliziotti. Scoppia la rissa, la tensione rischia di degenerare, arrivano funzionari dai piani alti e alla fine è lo stesso questore Malvano, nel suo ultimo giorno da capo, a scendere in strada per sedare gli animi”

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