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Poliziotti, carabinieri, militari ancora in attesa degli arretrati del 2016-2017 e dell’adeguamento dello stipendio da gennaio 2018. Lo riporta il Secolo d’Italia riprendendo una nota del Sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe.

Donato Capece, segretario generale in una nota definisce «inaccettabile che poliziotti, carabinieri, militari, nonostante il rinnovo dei contratti siano stati sottoscritti lo scorso gennaio,

debbano ancora attendere sia gli arretrati del 2016-2017 sia l’adeguamento dello stipendio da gennaio 2018 per alchimie tecnocratiche e una assurda burocrazia che mortifica le legittime aspettative di chi attende da anni,

in busta paga, l’adeguamento dello stipendio rischiando la vita per garantire sicurezza al Paese, per le strade e nelle carceri d’Italia».

Il sindacato denuncia anche il mancato accreditamento del rinnovo contrattuale negli stipendi alle donne e agli uomini del corpo di Polizia Penitenziaria e dei comparti sicurezza difesa e soccorso come dichiara il segretario generale del Sappe:

«Oggi tutto è fermo, nonostante la firma del rinnovo contrattuale sia stata a gennaio, per ragioni esclusivamente burocratiche,

come la doppia e arcaica cosiddetta bollinatura dei testi dei Dpr firmati dal capo dello Stato che recepiscono gli accordi contrattuali per il personale delle forze di polizia ad ordinamento civile e militare, delle forze armate e del soccorso pubblico».

Conclude Capece:

«Se i ministri interessati, in primo luogo Minniti, Orlando, Pinotti, non interverranno tempestivamente, assicurando che nella busta di aprile troveremo quanto è dovuto, siamo pronti a mobilitare migliaia di poliziotti penitenziari al fine di tutelare gli stipendi di servitori dello Stato».

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