Far west Italia: poliziotto accoltellato, spari in strada

Un lavoro rischioso: carabinieri e poliziotti sanno sempre quando entrano in servizio, ma non sanno mai se rientreranno a casa. Ogni giorni è un’incognita. Anche l’intervento apparentemente più tranquillo può trasformarsi in tragedia.

Roma, periferia Sud. Laurentino 38. Un grave episodio si è verificato nella prima mattinata di domenica 26 aprile, quando alcuni alcuni colpi di arma da fuoco si sono uditi in strada, Via Balzac.

Immediate le chiamate alle forze dell’ordine da parte dei cittadini della zona. Sul posto, poco dopo, pattuglie della Polizia di Stato che, nel giro di poco hanno effettivamente appurato che quei colpi di arma da fuoco erano stati esplosi davvero.

Rinvenuti alcuni proiettili, gli agenti hanno quindi fatto un giro nella zona nel tentativo di ricostruire l’accaduto, un lavoro non facile.

Individuata un’abitazione e sospettando di alcune persone, gli agenti bussano alla porta e, quando entrano nell’appartamento, vistosi alle strette uno dei presenti tenta di accoltellare uno degli agenti.

Colpi non andati fortunatamente quasi a segno: le ferite risultano superficiali. Il poliziotto, in allerta, riesce a disarmare l’aggressore e liberarsi dalla minaccia del coltello mentre un collega riesce a immobilizzarlo e ammanettarlo.

Ci è mancato poco: si trattava di un coltello da cucina. Un lavoro rischioso. Il poliziotto sa sempre quando entra in servizio, non se ne uscirà.

Solo poche ore dopo, qualche centinaio di chilometri più a Sud, a Napoli, il collega Pasquale Apicella avrebbe perso la vita a soli 37 anni, nel tentativo di scongiurare un furto ad un bancomat. Per quell’episodio sono stati arrestati quattro uomini di etnia Rom appartenenti al campo di Giugliano. LEGGI ANCHEUno dei 4 rom aveva provato a travolgere dei Carabinieri

Nel Giugno 2019, Yuri Sannino, agente scelto della Polizia di Stato fu ferito gravemente con una coltellata ad un fianco in via dei Cochi, a Tor Bella Monaca.

Il coltello usato per ferire l’agente Yuri Sannino nel Giugno 2019 a Tor Bella Monaca

Il fermato di Roma della scorsa mattina del 26 Aprile invece dovrà rispondere dell’accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate.

Secondo gli investigatori la sparatoria potrebbe essere collegabile ad un giro di stupefacenti della zona. Un regolamento di conti in cui sarebbero coinvolti alcuni gruppi rivali di spacciatori.

Un arresto dunque e due persone identificate, ma il loro ruolo è ancora al vaglio degli inquirenti. Avrebbero assistito all’accaduto, ma la posizione sarebbe ancora da chiarire. Proseguono le indagini per ricostruire la dinamica.

Quei colpi di arma da fuoco a chi erano destinati? Un omicidio andato male o intimidazione?

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