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Il poliziotto rientrato dalla pensione per dare una mano ai colleghi

Si chiama Alessandro Savoi ed è un ispettore della Squadra Mobile di Prato oggi in pensione. Ma si sa, sbirro una volta, sbirro per sempre.

E la differenza che corre tra l’esser poliziotto ed il fare il poliziotto ce la mostra proprio lui, questo Alessandro Savoi, che per una settimana, poco prima del maxiblitz della Polizia di Stato contro la mafia cinese

ha lavorato da mattina a sera alla raccolta degli elementi poi serviti per arrestare i presunti membri della mafia cinese. La sua storia è raccontata dal Tirreno

Prato. L’ispettore Savoi teneva tantissimo all’inchiesta portata a termine nei giorni scorsi dai colleghi: una indagine alla quale aveva preso parte anche lui prima della pensione, un’indagine impegnativa e lunga ben cinque anni.

Lui, una delle memorie storiche della Questura di Prato, non poteva mancare

 

Le immagini riprese dall'elicottero...

Nella notte tra il 17 e il 18 gennaio, mentre le volanti uscivano per andare ad arrestare i membri del gruppo guidato da Zhang Naizhong – racconta il Tirreno – c’era lui alla finestra del terzo piano della Questura,

accanto al capo della squadra mobile VQA Francesco Nannucci in maniche di camicia. E ovviamente non passava di lì per caso

Pur in quiescenza infatti, il (mai ex) poliziotto ha trascorso gli ultimi giorni a lavorare insieme agli ex colleghi della Squadra Mobile per mettere insieme le carte che sono finite agli atti del procedimento, e anche ieri era in Questura a sistemare le pratiche.

“Quei nomi spesso difficili da pronunciare e molto facili da dimenticare, tutti quegli Zhang, Chen e Lin – continua il racconto del Tirreno – avevano segnato gli ultimi anni della sua carriera ed erano diventati come gente di famiglia.

 

Risultati immagini per mafia cinese prato
Foto TvPrato

 

Logico dunque che quando è arrivato il momento di stringere il cerchio e portare a casa il risultato Alessandro Savoi abbia voluto essere in prima linea come un tempo.

Logico ma niente affatto scontato se il lavoro significa timbrare il cartellino due volte al giorno

Nelle Squadre mobili della polizia così come nei Nuclei investigativi dei carabinieri, anche volendo, è difficile interpretare il lavoro in quella maniera, quella del cartellino da timbrare.

 

Risultati immagini per mafia cinese prato

 

Si è o si dovrebbe essere sempre operativi, reperibili, pronti a uscire di nuovo anche se la cena è stata appena servita.

Alessandro Savoi era ed è uno di quelli. Non ha nemmeno dovuto appendere la divisa al chiodo perché lui quella divisa se l’è messa solo in occasione delle Feste della polizia, quando c’era da prendere un encomio. Per il resto, in strada, a osservare senza essere osservato

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