Poliziotto ucciso a Napoli, scarcerato uno dei ladri. I colleghi: “vergognoso”

E’ stato scarcerato uno dei quattro componenti di etnia rom della banda di Giugliano responsabili della morte del poliziotto Pasquale Apicella, avvenuta in un tragico incidente a Napoli nella notte tra il 26 e il 27 Aprile scorso.

La morte, sappiamo, è stata causata dallo scontro durante un inseguimento effettuato dalla volante per tentare di fermare i malviventi, autori di una spaccata al bancomat.

A tornare in libertà, su decisione del Tribunale del Riesame, è il 23enne del gruppo, accusato di favoreggiamento. Restano invece in carcere gli altri tre, quelli che sono ritenuti responsabili di omicidio volontario, rapina e resistenza a pubblico ufficiale.

LA REAZIONE DEL SINDACATO FSP

“A meno di due settimane dai funerali del collega Pasquale Apicella, ecco la prima scarcerazione. Non posso che unirmi al dolore della moglie e di tutta la sua famiglia, esprimendo la mia più totale indignazione”. A dichiararlo è Franco Maccari, vicepresidente nazionale della Federazione Sindacale di Polizia (Fsp), che commenta la scarcerazione di uno dei quattro rom domiciliati nel campo nomadi di Giugliano tra i responsabili della morte del poliziotto Pasquale Apicella, avvenuto lo scorso 27 aprile, a Napoli, mentre inseguiva una banda di rapinatori

“Il soggetto scarcerato è accusato di favoreggiamento, mentre gli altri tre componenti della banda sono rimasti in carcere con l’accusa di omicidio volontario, rapina e resistenza a pubblico ufficiale. Lui adesso potrà fare rientro a casa, mentre due bimbi piccoli non vedranno mai più rientrare in casa il loro papà. Tutto questo non può restare impunito, lo Stato avrebbe dovuto dare un segnale forte assicurando alla famiglia del collega che chi ha sbagliato riceverà la giusta pena. Lo si doveva alla moglie, ai genitori ai suoi bambini e a quanti – conclude Maccari – hanno pagato con la vita per contrastare la criminalità”.

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