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Via libera del Consiglio dei ministri al decreto “urgenze” – su Genova, Ischia e Centro Italia – e al decreto “concretezza”.
Lo ha detto ai cronisti il ministro per il Sud Barbara Lezzi uscendo da Palazzo Chigi. Il decreto è stato approvato salvo intese. L’approvazione sembrava in bilico per le troppe divisioni nel governo gialloverde e il decreto legge sulla ricostruzione del ponte di Genova, e sugli aiuti alla città, richiava un rinvio nel consiglio dei ministri in corso a Palazzo Chigi. Uno dei nodi chiave era quello del commissario per la ricostruzione di Genova. Gli M5s non vogliono né il governatore Giovanni Toti né il sindaco Marco Bucci, quest’ultimo gradito alla Lega. In pole position è finito allora il sottosegretario alle infrastrutture Edoardo Rixi (Lega), genovese, ma sul suo nome non c’è ancora l’ok dei Cinque stelle.
Ponte Morandi, via libera al decreto per Genova
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“Il governo vuole mettere un commissario per la ricostruzione del ponte Morandi. Non sappiamo ancora chi sarà ma abbiamo chiesto di poter scegliere quale figura sarà. Non vogliamo monopolizzare la Regione, ma abbiamo diritto da liguri e da genovesi di avere voce in capitolo”. Lo ha detto Toti in diretta Facebook. “Dagli amici della Lega e dal presidente del Consiglio ci aspettiamo che venga indicato come commissario per la ricostruzione del ponte Morandi il nome di una persona capace, che sappia affiancare le istituzioni, che non appaia come qualcuno che viene da fuori perché come la moglie di Cesare oltre che essere onesta, deve anche apparire tale. L’unica stella polare dev’essere ricostruire il ponte”. “Il presidente Conte mi ha chiamato questa notte. Capisco la fretta, ma il decreto ha una forma che avrà bisogno secondo me di molti aggiustamenti, la materia è complessa”, ha aggiunto Toti a Porta a Porta.

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Intanto il gruppo Pd del Senato ha depositato un ddl, a prima firma della senatrice Roberta Pinotti e del senatore Vito Vattuone e sottoscritto da tutti i senatori dem, che prevede un sostegno economico a favore delle famiglie delle vittime della tragedia di Genova e di coloro che a causa del crollo hanno riportato lesioni gravi e gravissime. “Si tratta di un contributo finalizzato ad affrontare le difficoltà, anche di natura economica, determinatesi all’indomani dell’evento, da aggiungersi al risarcimento dell’integrità psico-fisica prevista dal nostro ordinamento e garantita dalla Costituzione. Il ddl, riporta Repubblica, prevede lo stanziamento complessivo di 50 milioni di euro per l’anno 2018. Per ciascuna vittima è attribuita ai familiari una somma complessiva non inferiore a 500.000 euro, determinata tenendo conto anche dello stato di effettiva necessità. Ai soggetti che hanno riportato lesioni gravi e gravissime è attribuita una somma determinata in proporzione alla gravità delle lesioni subite e tenendo sempre conto dello stato di effettiva necessità, non inferiore comunque a 200.000 euro”.

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“Introdurremo la rilevazione biometrica, ovvero l’identificazione tramite impronta digitale, contro i furbetti del cartellino”. Lo ha detto il ministro della pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Via libera alle assunzioni per un
numero pari all’80% di quelle previste e poi verranno fatte verifiche puntuali. Questo consentirà di avere nell’immediatezza un ricambio generazionale ma saranno assunzioni mirate”.

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