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Il problema dell’eventuale accertamento fiscale, a seguito di mancata movimentazione in uscita sul conto (ossia, per totale assenza di prelievi bancari) è tutt’altro che isolato: non sono pochi i contribuenti che si pongono il problema di ciò che potrebbe pensare l’Agenzia delle Entrate nel momento in cui il deposito giacente sul conto corrente sia pari – o comunque prossimo – allo stesso reddito dichiarato.

In teoria, infatti, il fisco potrebbe chiedersi come possa il contribuente mantenere se stesso e la propria famiglia senza attingere dal reddito guadagnato e, quindi, dal proprio conto corrente. È chiaro che, in questi casi, il dubbio di “nero” e di evasione fiscale è più che legittimo. Dubbio che potrebbe essere avvalorato qualora il contribuente viva da solo o il coniuge sia disoccupato.

Controlli di questo tipo, tuttavia, sono estremamente rari e, di norma, devono essere accompagnati da indici presuntivi di particolare gravità. Ci spieghiamo meglio. Il redditometro – così come sottolineato più volte dalla giurisprudenza – valuta la capacità di spesa non del singolo contribuente, ma di tutto il nucleo familiare: e ciò in forza dei normali vincoli solidaristici che legano gli appartenenti alla stessa famiglia e che portano l’uno a contribuire alle spese dell’altro, secondo un sostegno reciproco tipico di chi ha legami “di sangue” o di convivenza.

Ebbene, dalla semplice assenza di prelievi sul conto, l’Agenzia delle Entrate non potrebbe automaticamente presumere la presenza di redditi non dichiarati, e questo perché ben potrebbe essere che il contribuente si mantenga con il sostegno economico proveniente dai propri cari, dai genitori, dalla moglie, ecc.

Il fisco, allora, se vuol procedere ad accertamento, dovrebbe individuare altre e più fondate presunzioni che possano corroborare quello che è – e deve rimanere – un semplice sospetto: così, potrebbe essere il caso di un contribuente che (come già detto) sia sposato con un disoccupato, i genitori non siano più in vita o, comunque, siano in condizioni di povertà, non conviva con altre persone, ecc. Insomma, le presunzioni devono essere tutte gravi, precise e tra loro concordanti.

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