Prete in carcere per la messa: i poliziotti gli scoprono addosso nove cellulari

Un sacerdote si è recato in carcere, nascondendo in alcune buste di tabacco alcuni telefoni. Sono otto modelli micro e uno smartphone

Caserta. E’ successo in un penitenziario del casertano, dove il sacerdote si è recato la scorsa mattina per la celebrazione della messa domenicale riservata ai detenuti.

Durante la consueta attività di controllo degli agenti della Polizia Penitenziaria, sono stati scoperti i nove telefoni. La struttura, considerata di “media sicurezza”, ospita circa 500 detenuti.

Secondo quanto rende noto l’Unione dei Sindacati di Polizia Penitenziaria, il sacerdote è stato immediatamente bloccato. Ora è in corso un’indagine dell’autorità giudiziaria. Il parroco aveva nascosto i telefoni in alcune buste di tabacco, otto micro cellulari, uno smartphone assieme ad altrettanti caricabatteria e cavi usb.

Quello di ieri è solo uno degli ultimi episodi, moltiplicatisi dopo che a causa delle norme anticovid i contatti dei reclusi sono stati limitati.

Le recenti cronache hanno raccontato di un drone con sei telefonini atterrato nel cortile del carcere napoletano di Secondigliano, o di un agente della penitenziaria di Aversa mandato ai domiciliari perché portava ai detenuti cellulari e droga, fino all’avvocato di Bologna sorpresa mentre passava ad un cliente due smartphone.