Proiettili e minacce al giudice del caso Fortuna Loffredo

Due proiettili in un pacco spedito in Procura, che contiene anche una minaccia scritta su un foglio: «Queste pallottole sono per te e per altri», è la sintesi delle intimidazioni, con un esplicito riferimento al processo sulla morte a Fortuna Loffredo.
Minacce di morte rivolte al giudice Alfonso Barbarano, presidente della quinta Corte d’Assise da un anno impegnato nel dibattimento sulla morte di Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni violentata e uccisa il 24 giugno del 2014 nel parco verde di Caivano. Fu trovata morta, riversa al suolo, dopo essere stata probabilmente gettata dal balcone dei piani alti di un edificio Iacp inglobato tra i palazzoni del Parco verde.

Pochi giorni fa il plico è stato spedito Tribunale ed ha subito impressionato gli inquirenti per il suo contenuto: due pallottole, che sono ora all’attenzione del laboratorio di polizia scientifica sotto la guida del primo dirigente Fabiola Mancone, nel tentativo di risalire a possibili impronte digitali o ad eventuali tracce lasciate dal mittente.
Non è la prima volta che il giudice Alfonso Barbarano finisce al centro di pesanti intimidazioni, dal momento che mesi fa è stato destinatario di una prima lettera anonima. Ora arrivano le due pallottole in busta chiusa, con un generico – per quanto poco lusinghiero – invito a non creare problemi nel processo Loffredo, quello istruito a carico dei presunti assassini della piccola Fortuna Loffredo.

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