Proiettili e minacce al giudice del caso Fortuna Loffredo

Indagine per minacce condotta in questi giorni a Napoli, ma destinata ad essere trasmessa per il seguito degli accertamenti presso la Procura di Roma, ufficio titolare dei fascicoli che vedono coinvolti (anche come parte offesa) magistrati del distretto di Corte di Appello di partenopeo. In questi giorni, massima attenzione ai vertici del Palazzo di giustizia di Napoli, con il diretto interessamento del Procuratore generale Luigi Riello, del procuratore reggente della Procura di Napoli Nunzio Fragliasso e del pm Stefania Buda, magistrato titolare delle indagini sulle minacce al giudice, sotto il coordinamento del procuratore aggiunto Alfonso D’Avino.

Una vicenda delicata, che ha spinto il procuratore di Napoli Fragliasso a lavorare in stretta sintonia con il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, ma anche con gli inquirenti di Napoli nord che sono titolari dell’inchiesta culminata negli arresti dei due presunti responsabili della morte della piccola Chicca. Come è noto, grazie al lavoro della Procura guidata da Francesco Greco da mesi si sta svolgendo un processo a carico di due imputati. Indagini coordinate dal pm Claudia Maone e dal procuratore aggiunto Domenico Airoma, come è noto sotto accusa è finito Raimondo Caputo, detto Titò, che risponde per omicidio e violenza sessuale; ma anche la sua ex convivente Marianna Fabozzi, che risponde invece di concorso in violenza sessuale a carico delle sue tre figlie (la prima delle quali – bene ricordarlo – è teste chiave a carico di Raimondo Caputo), mentre in un altro filone di indagine risulta indagata per omicidio volontario del proprio figlio maschio, il piccolo Antonio Giglio (scaraventato dal balcone di casa il 27 aprile del 2013).

Il mattino

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