Putin: la Russia non vuole “combattere con nessuno”

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Se non si trova un accordo sull’Ucraina, “noi sappiamo che l’unico scenario non può che essere la guerra”. Lo ha detto sabato il presidente francese Francois Hollande.

Da parte sua, Vladimir Putin dal nono Congresso dei sindacati russi a Soci ha risposto che la Russia non vuole “combattere con nessuno”. “Non vogliamo combattere con nessuno – ha precisato il leader del Cremlino -, ma intendiamo collaborare con tutti”.

“Dopo i colloqui di ieri posso dire che è incerto che questi abbiano avuto successo, ma ha certamente avuto valore il tentativo”, ha commentato la cancelliera tedesca Angela Merkel alla conferenza di sicurezza di Monaco riferendo del vertice di venerdi’ sull’Ucraina al Cremlino con il presidente russo Vladimir Putin e quello francese Francois Hollande.

Il fine degli Usa non è indebolire l’economia della Russia, ma Putin deve decidere se uscire dall’Ucraina o pagare un prezzo caro con le sanzioni”. Lo ha detto il vice presidente Usa Joe Biden a Monaco.

“Se è vero che la soluzione non può essere militare, fornire armi non è la soluzione”, ha ribadito Angela Merkel a Monaco. La cancelliera ha sottolineato che le armi in Ucraina sono già troppe.

Di ritorno dalla missione franco-tedesca a Mosca, è Angela Merkel l’ospite più atteso della seconda giornata di lavori della conferenza internazionale di sicurezza che si è aperta a Monaco di Baviera. E’ arrivato al forum anche il vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden, il quale ha detto: “Il fine degli Usa non è indebolire l’economia della Russia, ma Putin deve decidere se uscire dall’Ucraina o pagare un prezzo caro con le sanzioni”. Partecipano alla sessione odierna anche il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, e il presidente ucraino Petro Poroshenko, che terranno incontri in diverse formazioni tra loro, a margine. Per l’Italia sono presenti i ministri degli Esteri Paolo Gentiloni e della Difesa Roberta Pinotti, impegnati in una serie di bilaterali, al convegno che vede partecipare trenta Paesi.

Sei civili sono morti e altri 15 sono rimasti feriti nei bombardamenti che hanno colpito venerdi’ i territori controllati dai separatisti dell’autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk. Lo sostiene Eduard Basurin, un rappresentante del ministero della Difesa dei ribelli locali. L’amministrazione comunale di Donetsk riferisce di una persona uccisa dai bombardamenti che si sono abbattuti sulla citta’ nella notte.

Fonte Ansa

Roma, 7 febbraio 2015