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Il blitz con le perquisizioni in Comune da parte di Guardia di Finanza e Polizia municipale, scattato all’alba, è infatti solo l’ultimo (o il penultimo) atto di un’articolata e non semplice indagine che prosegue da mesi, ormai quasi un classico dei «furbetti del cartellino».

Pare, ma i dettagli verranno resi noti solo nelle prossime ore, che ci siano filmati con telecamere nascoste e pedinamenti di agenti in borghese a dimostrare tutto. Rispetto agli altri casi che sono stati denunciati in Italia, quello che impressiona del caso di Piacenza è il numero dei «furbetti», tutti finiti nel registro degli indagati: cinquanta indagati per truffa, falso e qualcuno anche per peculato perché avrebbe usato le auto del Comune per fini personali.

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