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PREMESSA

Le seguenti indicazioni hanno scopo ESCLUSIVAMENTE informativo e non intendono sostituire il parere di figure professionali come medico, nutrizionista o dietista, il cui intervento si rende necessario per la prescrizione e la composizione di terapie alimentari PERSONALIZZATE.

CHE COS’È?

Per reflusso gastroesofageo (RGE) si intende la risalita del contenuto gastrico in esofago con o senza rigurgito e/o vomito. È un evento fisiologico che si verifica più volte al giorno in lattanti, bambini ed adulti. La malattia da RGE (MRGE) è quella condizione in cui la risalita del contenuto gastrico comporta l’insorgenza di segni, sintomi e complicanze.

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CON QUALI SINTOMI SI MANIFESTA

Il bambino può presentare sintomi come vomito abituale, brucione dietro lo sterno, dolore addominale, senso di acidità in bocca, difficoltà alla deglutizione. Talvolta invece il piccolo può presentare sintomi particolari come irritabilità, tosse cronica, stridore laringeo, asma ricorrente, polmoniti ricorrenti, ALTE, S. di Sandifer.

La MRGE è una patologia molto frequente nei pazienti con grave ritardo neuro-motorio in cui spesso tende a complicarsi con l’insorgenza di esofagite, polmoniti da aspirazione del cibo refluito, restringimento dell’esofago (stenosi peptica), emissione di sangue con il vomito (ematemesi), anemia e difficoltà nella deglutizione del cibo (disfagia).

La dieta che allevia il reflusso gastroesofageo

 

COME SI CURA

Il trattamento farmacologico va utilizzato esclusivamente per i bambini con diagnosi di malattia da reflusso gastroesofageo. Vengono utilizzati farmaci che inibiscono la produzione di acido nello stomaco. Nel bambino sano sotto l’anno di vita in cui il rigurgito e/o il vomito in assenza di sintomi di allarme possono beneficiare di accorgimenti posturali e dietetici (ispessimento dei pasti), non vi è indicazione all’assunzione di terapia farmacologica.

LA DIETA PER IL REFLUSSO GASTROESOFAGEO CONSIGLIATA DALLA FONDAZIONE VERONESI

 

Tenere sotto controllo il peso è quanto viene richiesto ai pazienti, ancor prima di iniziare la terapia. È questa, secondo gli esperti, l’unica raccomandazione riguardante lo stile di vita. Ben venga, dunque, l’attività fisica.

Per il momento, invece, sono stati parzialmente assolti gli alimenti ritenuti corresponsabili della malattia: caffè, caffeina, cioccolato, piatti piccanti, agrumi, cibi grassi e menta.

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«Sono cibi che il paziente affetto da malattia da reflusso può mangiare, purché non in abbondanza», sostiene Fabio Monica, direttore della divisione di gastroenterologia ed endoscopia digestiva degli ospedali Riuniti di Trieste e consigliere nazionale dell’Associazione italiana gastroenterologi ospedalieri (Aigo).

«Non bisogna consumare pasti abbondanti, soprattutto a tarda sera. Altri due accorgimenti riguardano il fumo e l’alcol: evitandoli si attenuano i segni della malattia».

Importante è non sdraiarsi subito dopo un pasto e sollevare la testata del letto di 10-15 centimetri: così la forza di gravità impedisce la risalita del bolo alimentare.

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