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Emergono nuovi elementi, alcuni inquietanti, dall’autopsia svolta in Italia sul corpo di Giulio Regeni, lo studente italiano ucciso in Egitto e abbandonato sul ciglio della strada.
La sensazione è che gli aguzzini del giovane abbiano lasciato dei messaggi sul suo corpo, tanto da far esclamare alla madre Paola la forte espressione: «usato come una lavagna». Sembra proprio questo l’amaro destino del corpo del giovane, che presenterebbe alcuni messaggi chiari e altri da decifrare.
Questo smentisce ulteriormente la tesi della rapina finita male e della banda criminale isolata. Quella, per intenderci, che è stata annientata nel marzo scorso e che il governo egiziano ha additato come responsabile dell’omicidio di Regeni.

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