Remdesivir, l’infettivologo: “risultati netti e positivi”

Il test americano sostiene che l’antivirale accorcia la malattia da 15 a 11 giorni.

L’infettivologo Fauci: “Risultati netti e positivi”. La sperimentazione cinese non riscontra invece benefici, ma è stata penalizzata dalla mancanza di pazienti dopo l’esaurimento dell’ondata epidemica. In un laboratorio Usa spunta intanto un nuovo medicinale promettente

L’azienda farmaceutica Gilead Sciences ha reso noto che il suo farmaco antivirale Remdesivir ha contribuito a ridurre i tempi di ripresa dei pazienti con Covid-19, soprattutto quando è stato somministrato nelle prime fasi dell’infezione.

Questa dichiarazione non sembra però combaciare appieno coi risultati di alcuni studi pubblicati nelle ultime settimane, che hanno evidenziato risultati contrastanti nell’efficacia di Remdesivir contro il coronavirus Sars-CoV-2

Come spiega Reuters, Gilead ha fornito informazioni su due trial clinici attualmente in corso: uno di essi, condotto dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid), ha dimostrato l’efficacia del farmaco nell’aiutare i pazienti affetti da Covid-19. Intanto però, come scrive il New York Times, la FDA, l’agenzia governativa statunitense che si occupa della sicurezza di cibi e farmaci, dovrebbe annunciare a breve la sua autorizzazione per l’uso del farmaco antivirale per il trattamento di alcuni pazienti con affetti da Covid-19.

I risultati dei trial clinici

I risultati del trial clinico saranno disponibili verso la metà di maggio e permetteranno di confrontare il recupero dei pazienti a cui è stato somministrato Remdesivir con quello dei soggetti che non hanno ricevuto il farmaco. Gilead ha anche fornito i risultati di un altro studio condotto in dozzine di centri medici, nel quale gli effetti del medicinale non sono stati confrontati con quelli di un placebo.

L’azienda farmaceutica spiega che in questo secondo trial clinico il 62% dei pazienti che è stato curato con Remdesivir nelle prime fasi dell’infezione è stato dimesso dall’ospedale, mentre solo il 49% dei soggetti a cui è stato somministrato il farmaco in un secondo momento ha abbandonato la struttura. In totale, 397 pazienti con Covid-19 sono stati coinvolti nello studio.

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