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Chi ricorda le vittime della Banda della Comasina?

A 41 anni dalla strage di Dalmine per mano dalla banda della Comasina, avvenuta la tragica domenica del 6 febbraio 1977, dove a cadere furono il Maresciallo di pubblica sicurezza Luigi D’Andrea, 31 anni e l’agente Renato Barborini, 27 anni, assassinati senza pietà alle spalle, arriva una notizia difficile da mandare giù

 

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Lʼequipe di osservazione e trattamento del penitenziario milanese dove è detenuto Vallanzasca infatti ritiene che il 67enne “non potrebbe progredire con altra detenzione”

Renato Vallanzasca, esponente della mala milanese condannato a 4 ergastoli e 296 anni di carcere, secondo la relazione avrebbe avuto un “cambiamento profondo, intellettuale ed emotivo. Non potrebbe progredire con altra detenzione e si ritiene che possa essere ammesso alla liberazione condizionale”, cioè che possa concludere la pena fuori dal carcere in libertà vigilata”

Una cooperativa e una comunità hanno già manifestato la disponibilità, come anche in passato, a far svolgere “attività”, anche lavorativa, a Renato Vallanzasca, il quale, attraverso il suo difensore, l’avvocato Davide Steccanella, ha chiesto al Tribunale di Sorveglianza di Milano la concessione della liberazione condizionale e in subordine della semilibertà.

Il carcere, infatti, ha già formulato “un programma” nel caso di “ammissione” di Vallanzasca “alla liberazione condizionale (o alla semilibertà)” con “attività lavorativa alle dipendenze della soc. coop. Opera Infiore e attività presso la comunità Il Gabbiano”, nel Lecchese.

La condizione economica, si legge nella relazione, “non gli ha consentito di risarcire completamente il danno né di pagare le spese di giustizia ma si prende atto della sua disponibilità a farlo”.

Vallanzasca, come detto sopra, è stato uno dei maggiori esponenti della malavita italiana tra gli anni ’70 fino inizio ’90. Ex capo della feroce e nota “Banda della Comasina”, organizzazione che negli anni si è macchiata di numerosi crimini

Ricordiamo tra i numerosi compiuti dalla banda della comasina, l’omicidio degli agenti Giovanni Ripani, 17 Novembre 1976 in Piazza della Vetra a Milano nel corso di una violenta sparatoria con alcuni rapinatori della banda Vallanzasca che stavano per assaltare una banca. Da una testimonianza apparsa su l’Espresso “Era il novembre del ’76, eravamo andati là solo per un sopralluogo. L’obiettivo erano le esattorie comunali, ma non da fare quel giorno stesso. Infatti Franco Careccia cammina disarmato, c’eravamo resi conto che un’irruzione armata rischiava di diventare una carneficina, che era meglio filare il furgone Mondialpol e attaccare dopo che caricano le valigie, piazzando dietro il cinema Alcione una macchina di copertura. Dunque, per il sopralluogo ci sono Careccia, Carluccio e un marsigliese. I tre entrano nel bar all’angolo, che è di fronte a una banca e un impiegato chiama la questura, segnalando facce sospette. Così arrivano due volanti e l’agente Ripani scende e spara, colpisce Mario Carluccio al fianco, ma Mario spara a sua volta e centra Ripani con sei colpi, e nel frattempo un altro poliziotto, Zanetti, spara e prende Mario in fronte, e cade accanto a Ripani, sono lì, uno accanto all’altro…”

Altra vittima della banda della comasino fu il poliziotto Bruno Lucchesi. da CADUTI POLIZIA:

“Bruno Lucchesi Venne ucciso il 23 Ottobre in uno scontro a fuoco avvenuto sull’autostrada Firenze– Mare, nei pressi dell’uscita di Montecatini con il bandito Vallanzasca e alcuni criminali dei suo gruppo, fermati da Lucchesi e dal suo collega per controllarne i documenti. Alla richiesta di seguirli negli uffici della Polizia Stradale per un ulteriore controllo di documenti i banditi reagirono sparando, assassinando l’appuntato Lucchesi e ferendo gravemente il suo collega.

Tra l’ottobre 1976 e il marzo 1977 la banda Vallanzasca si rese responsabile dell’assassinio di cinque uomini delle Forze dell’Ordine e di alcuni civili.”

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