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Matteo Renzi toglie i panni del Presidente del consiglio per tornare sul palco da acceso segretario di partito in campagna elettorale. Davanti a una piazza del Popolo non del tutto piena, Renzi ha cominciato il suo comizio a sostegno per il Sì al prossimo referendum costituzionale lanciando le prime frecciate alla minoranza del suo partito: “Il nostro è destino è cambiare l’Italia, non litigare al nostro interno. Il nostro destino è cambiare i destini dei nostri figli e nipoti”.

L’obiettivo del premier però si sposta presto sul Movimento Cinquestelle: “Onestà è il nostro motto – ha detto – Ma se parli di onestà e non risolvi i problemi del tuo Paese non sei credibile. Non basta onestà, è la precondizione, senza non si può partire”. Si concede anche una battuta sul sindaco di Roma, Virginia Raggi, e il presunto complotto dei frigoriferi: “Mi raccomando, nessuno si permetta di abbandonare frigoriferi in piazza, i complotti non li accettiamo”.

Non è ancora passata l’irritazione del segretario Pd per il botta e risposta tra lui e il presidente ungherese Orban: “Mi sarebbe piaciuto sentire anche la voce dell’opposizione nel dire al presidente Orban: giù le mani dalla discussioni italiane. Prima di parlare dell’Italia si sciacquino la bocca e mi colpisce che siamo soli in questa battaglia, che non si senta la voce degli altri partiti”.

fonte Libero

Roma, 30 ottobre 2016

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