Renzi, le ridò la medaglia di mio fratello

Giuseppe IACOVONE

Roma, 7 settembre 2014 – Mi rivolgo a lei, signor presidente del Consiglio, a nome dei tanti colleghi miei e soprattutto di mio fratello (un poliziotto in servizio alla questura di Isernia) morto durante un inseguimento. Poco più di due anni fa Giuseppe, così si chiamava, mentre con la volante inseguiva un’auto che a folle velocità non si era fermata al posto di blocco, si è scontrato con un tir e ha perso la vita. Sono passati molti mesi da allora, la mia famiglia attende uno straccio di giustizia posto che il principale imputato, nonostante nove testimoni e riscontri esaustivi, alla fine è stato assolto. Oltre al dolore immenso per la perdita di Giuseppe, la beffa per com’è finta, con lo Stato che ce lo ha ammazzato due volte. Ma andiamo oltre. Anch’io indosso una divisa, anche io servo lo Stato attraverso la polizia, un corpo che tutti gli italiani amano ma che una certa parte avariata dell’opinione pubblica crocifigge ogni volta che può, come stiamo vedendo in queste ore a Napoli per un altro posto di blocco violato. Stavolta, oltre a chi odia antropologicamente le forze dell’ordine, non posso non registrare il trattamento arrogante e ingiusto che il suo governo sta riservando a tutti noi con la decisione di bloccare i salari. Stiamo soffrendo economicamente, siamo penalizzati, ci sentiamo abbandonati. Il malessere è enorme e mi creda, lei sta sottovalutando la rabbia di chi rischia davvero la vita per pochi spiccioli ogni mattina che esce di casa. La decisione annunciata in modo così sgarbato dal suo ministro Madia deve far pensare che mio fratello e tanti come lui muoiono invano? Facciamo un lavoro pericoloso, ci crediamo, ma non siamo gratificati da chi ci governa. Non possiamo più comprare una casa, un’auto, non possiamo permetterci una vacanza. Facciamo ormai parte della fascia povera della popolazione. Molti di noi vivono in modo assai poco dignitoso. Le chiedo ufficialmente giustizia per mio fratello, una maggior difesa delle forze di polizia e il riconoscimento dovuto, non un centesimo di più, per i nostri rischi e sacrifici. A Giuseppe hanno consegnato la medaglia d’oro al valor civile quand’era dentro una bara. Se non c’è giustizia, se non ci sarà equità economica, io questa medaglia gliela vengo a riconsegnare personalmente a Palazzo Chigi.

di Sonia Iacovone (Poliziotta)

Sorella dell’agente Giuseppe Iacovone
medaglia d’oro al valor civile

Fonte Il Tempo
D.E.



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