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“non mi ricordo perché non li posso più vedere” sommersa con domande, la bimba dice di non capire il motivo per cui non può rivedere i genitori, è questo uno dei dialoghi choc riportati dal sito TGCOM24, tra una bimba e assistenti sociali indagati nel corso dell’operazione “angeli e demoni” della procura della Repubblica di Reggio Emilia.

Questa conversazione in particolare, spiega il quotidiano, è stata registrata nell’ottobre 2018: “non ti ricordi che hai detto che tuo padre non lo volevi più rivedere? Io ricordo questo”, risponde la psicologa

“Non ho detto questo” avrebbe risposto la bambina, secondo il giornale. Aggiungendo “Ma io non ho detto che non volevo vederlo”

Dunque l’insistenza: “Sì, hai detto che non volevi vederlo perché avevi paura che ti facesse del male… che si potesse vendicare… o che ti potesse portare via. Ti ricordi la paura che hai sentito. Te la ricordi adesso?”

Psicologa: “Quello che tu dirai al giudice il tuo papà non lo saprà, neanche la tua mamma” e poi “Forse sono io che mi ricordo male, ma quando ti hanno detto che non avresti più visto il tuo papà tu eri contenta, te lo ricordi?”.

Bambina: “Non mi viene in mente, non mi ricordo di aver detto così”.

A questo punto interviene l’affidataria: “Guarda che non c’è niente di male! Perché se tu hai vissuto una situazione che ti hanno fatto stare tanto male… d’accordo, tu come bimba puoi dirlo che stai proprio male e che non hai voglia di star male così (…) Sono gli adulti che si occupano dei bambini, non viceversa. Non è che se tu hai detto che stavi tanto male e non volevi più vederlo sei una brutta bambina”.

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“Mi mancano gli abbracci di papà” risponde la piccola – “Tu vorresti incontrarli” chiede la psicoterapeuta.

“Mi piacerebbe anche per rivederli, anche fisicamente. Ogni tanto mi capita di piangere perché mi mancano gli abbracci del papà” risponde infine la bambina.

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