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Tre modi per aiutare l’organismo e mantenersi sani assieme ad una adeguata alimentazione: cominciamo con il giusto riposo! Dimagrire durante il sonno è un processo assolutamente naturale. Se provi a pesarti di mattina e di sera, noterai che di mattina il peso è sempre leggermente minore. Questo dipende principalmente dal fatto che il tuo organismo è attivo anche mentre dormi. Nella fase di riposo, i muscoli che sono stati posti sotto sforzo durante l’allenamento vengono ricostruiti e le piccole ferite riparate. Gli elementi nocivi vengono filtrati ed eliminati. Per fare ciò il tuo corpo ha bisogno delle giuste sostanze nutritive. La caseina, ad esempio, è una proteina da latte e formaggi che agisce lentamente e supporta la normale rigenerazione muscolare.

Un secondo metodo lo illustriamo nelle seguenti righe. Eh si, perchè è stato scoperto che alcuni neuroni che controllano in maniera diretta l’appetito, ne parla una ricerca dell’università di Warwick pubblicata sulla rivista Molecular Metabolism ripresa da repubblica. I neuroni, secondo quanto si legge, si chiamano “taniciti” e producono senso di sazietà quando avvertono la presenza di specifiche molecole (gli amminoacidi), in particolare due di esse (arginina e lisina) presenti soprattutto in certi cibi. I cibi ricchi di “arginina” e “lisina” ad esempio merluzzo, albicocche, avocado, mandorle, lenticchie etc, dovrebbero a questo punto favorire più rapidamente il senso di sazietà

Il terzo metodo che segnaliamo (ma non esclusivo, anche in questo caso da associare a uno stile di vita sano) è la consumazione di TÈ NERO, come quello verde, i quali aiuterebbero la perdita di peso, merito del fatto che modifica i batteri nell’intestino, aumentando il metabolismo dell’energia a livello del fegato. È quanto emerge da una ricerca della University of California Los Angeles, pubblicata su European Journal of Nutrition e ripresa da Repubblica.it, che spiega quanto segue

Secondo gli studiosi sia il tè nero che quello verde promuovono a livello intestinale la presenza di batteri associati alla massa corporea magra, facendo diminuire quelli legati all’obesità e modificano anche il metabolismo ma in due modi differenti. Nel tè verde i polifenoli, sostanze già conosciute per la loro azione positiva sulla salute, vengono assorbiti, mentre nel tè nero sono troppo grandi perché ciò accada, perciò avviene un meccanismo che stimola la crescita di batteri intestinali e la formazione di acidi grassi a catena corta, legati al metabolismo dell’energia.

“I risultati suggeriscono che il tè verde e quello nero sono prebiotici, cioè sostanze che inducono la crescita di microrganismi buoni che contribuiscono al benessere”, spiega Susanne Henning, la ricercatrice che ha guidato lo studio.

Nel corso della sperimentazione quattro gruppi di topi hanno ricevuto diete diverse, a due delle quali, con molti zuccheri e grassi, sono stati aggiunti estratti di tè verde o nero. Dopo quattro settimane il peso dei topi che avevano assunto estratti dei due tè risultava diminuito come quello di altri che avevano assunto pochi grassi e vi erano nell’intestino più batteri legati alla massa magra. In particolare, col tè nero aumentava la presenza di un batterio delle Lachnospiraceae, Pseudobutyrivibrio.

Un risultato interessante, ma è il caso di inserire litri di questa bevanda nella propria dieta? “Come spesso accade, i lavori della letteratura scientifica non sempre sono applicabili alla popolazione e soprattutto non è corretto applicarli tout court – spiega Andrea Ghiselli, presidente della Società italiana di scienza dell’alimentazione (Sisa) -. In questo studio è stato usato tè nero e tè verde non perché siano alimenti particolari, ma per il fatto di avere tantissimo polifenoli, facilmente ottenibili. Tutti i prodotti vegetali, dal rosmarino, al broccolo, dal cioccolato all’uva sono ricchi di polifenoli e la modulazione della flora batterica intestinale da parte dei polifenoli è uno dei meccanismi che spiegano l’effetto dimagrante dei prodotti vegetali, oltre ovviamente al fatto che costituiscono un freno all’apporto calorico”.

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